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«Pronti alle Olimpiadi dei record»

di Sara Cristaldi

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5 giugno 2007

Il grande orologio sulla piazza Tienanmen scandisce i giorni, le ore e i minuti che mancano all'appuntamento della Cina con il mondo.Siamo ormai a 430 giorni dall'inizio, l'8.8.2008 alle ore 8 di sera, delle Olimpiadi di Pechino e la capitale cinese è un immenso cantiere. Dagli stadi al Villaggio olimpico, dai grattacieli che spuntano come funghi alle arterie di scorrimento per facilitare un traffico più che caotico, fino ai polmoni di verde accuratamente pianificati in ottemperanza al nuovo credo ecologico del Governo cinese e alle aiuole che costeggiano le strade che portano alla metropoli, senza dimenticare i corsi di inglese per i tassisti, è tutto un brulicare diattività. All'appuntamento più importante Pechino vuole presentarsi in forma smagliante nel volto avveniristico delle costruzioni tutte metalli e vetri, a partire dalla Stadio nazionale, 75 tonnellate di acciaio, che ospiterà la cerimonia d'apertura: il "Nido d'uccello" così è ormai noto per la sua imponente e complessa struttura. E con orgoglio rifà il trucco alle testimonianze della sua civiltà millenaria: restauri sono in corso alla Città proibita, anche con l'aiuto di tecnici italiani, e già pronte ad accogliere il fiume dituristi atteso il prossimo anno sono la magica area delle tombe della dinastia Ming come il complesso mozzafiato della Grande Muraglia.
"One world, one dream" (un mondo,un sogno)è lo slogan "pacifista" delle Olimpiadi cinesi. Oggi il sogno di arrivare in orario perfetto all'accensione della lampada olimpica nel "Nido", definito «un miracolo» dal presidente Hu Jintao,è a un passo dal trasformarsi in realtà.
«Questo è un anno di combattimento — dichiara Shao Shiwei, vicedirettore del dipartimento comunicazione del Comitato organizzatore (Bocog), nel palazzo che sorge accanto all'area dell'autorevole Beijing University — ma entro fine 2007 tutti i lavori saranno portati a termine. Solo lo stadio della cerimonia di apertura, per la sua complessità, sarà finito nei primi mesi del 2008».
I numeri dell'impresa sono impressionanti: 130 milioni di mq di nuove costruzioni, 200 nuovi alberghi con più di tre stelle che andranno ad aggiungersi agli attuali 640, 37 stadi o campi sportivi, di cui 31 solo a Pechino,2 storiche acciaierie trasferite fuori città anche per ridurre l'inquinamento atmosferico. «Oggi l'inquinamento è molto pesante— ammette Shao Shiwei — anche perché i megacantieri sono ancora aperti». Ma promette che entro fine anno,al termine dei lavori, la situazione migliorerà,anche grazie al rinnovo del parco autobus e taxi.
E poi 7 milioni di biglietti in vendita; 100mila persone previste tra organizzatori, rappresentanti dei media e atleti; 24mila le persone che popoleranno il Villaggio olimpico. Grande inoltre, e ampiamente sottolineato da parte cinese, il concorso delle imprese private che attraverso appalti si sono aggiudicate i lavori per la costruzione di alberghi e stadi, mentre lo Stato ha finanziato le infrastrutture aeroportuali e le strade.
Palazzi nuovi e avveniristici anche per gli organi di informazione ufficiali, dalla Xinua (l'agenzia di Stato cinese) alla Cctv, la televisione statale. La Xinua, che ha appena inaugurato la sua nuova e lussuosa sede,sta anche potenziando alla grande il proprio sito internet,oggi in cinese e in altre otto lingue. Mentre la Cctv si trasferirà nella sua nuova e contestata («perché ha una strana forma per alcuni e verrà a costare tanto per altri») sede nel 2008, anno in cui compirà 50 anni. «In vista delle Olimpiadi viviamo sotto la massima pressione: la maggior parte delle trasmissioni sarà di nostra responsabilità —afferma l'elegante vicedirettore Cheng Hong —. Negli stadi e sui campi spiegheremo circa 6 mila addetti. Non abbiamo grande esperienza, ma siamo andati a scuola da chi ha già ospitato le Olimpiadi, Atene e Sydney».
E novità in vista anche per i giornalisti stranieri, sottolinea sempre Cheng Hong: durante il periodo dei Giochi godranno di libertà di movimento e di intervista. Nei giorni dell'anniversario dei morti della Tienanmen molta acqua sembra passata sotto i ponti. Il palcoscenico mondiale esige più aperture anche sul fronte dell'informazione. È questa forse la scommessa più grande per i pragmatici Signori di Pechino.

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