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L'avventura mondiale dell'Italrugby riparte dal veterano Troncon

di Giacomo Bagnasco

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6 settembre 2007


Un compleanno sotto pressione. Oggi, 6 settembre, Alessandro Troncon supera la boa dei 34 anni. Dopodomani, con l'Italia, parteciperà all'avvio dell'avventura azzurra in Coppa del Mondo. Per lui sarà la quarta edizione. Da Sudafrica 1995, nemmeno ventiduenne, a Francia 2007: tanta esperienza in più, tanti capelli in meno.

Il mediano di mischia trevigiano, attualmente senza squadra dopo aver rescisso il contratto con i francesi del Clermont-Auvergne, potrebbe smettere di giocare, e magari trovare posto nello staff tecnico della Nazionale. Oppure potrebbe continuare, in Italia, e più di una voce indica il Petrarca Padova come sua prossima squadra, dopo una carriera che a livello di club (a parte un prestito al Mirano "per farsi le ossa" e le parentesi francesi) lo ha visto fedele al Benetton.

Ma intanto c'è un presente da affrontare. Alessandro raggiunge Carlo Checchinato (attuale team manager dell'Italia) a quota quattro Coppe del Mondo. Alcuni altri giocatori, nelle varie selezioni, toccano lo stesso traguardo, ma uno solo arriva a totalizzare cinque partecipazioni: è un record assoluto, e a stabilirlo è il trequarti samoano Brian Lima, sulla breccia dal 1991.

Solo un anno fa il cammino in azzurro di Troncon sembrava finito. Aveva giocato l'ultima partita a marzo 2005, nel Sei Nazioni, e da allora in Nazionale non si era più visto. Mai una presenza con il nuovo ct Pierre Berbizier. Ma il trasferimento da Treviso a Clermont può avergli dato nuovi stimoli e la voglia di azzurro è ritornata. Nel nuovo club la superconcorrenza di Mignoni, numero 9 della Francia, ha lasciato comunque diversi spazi al nostro, che non ha perso l'occasione di farsi notare, lanciando segnali di disponibilità. Per farla breve, alla vigilia del Sei Nazioni 2007 Alessandro torna in rosa, gioca uno spezzone della gara d'esordio e poi cala il tris delle meraviglie: sconfitta di misura in Inghilterra e titolo di man of the match; vittoria storica in Scozia con una meta e una prestazione che lo impone un'altra volta come migliore in campo; successo interno con il Galles per la prima doppietta di exploit azzurri nella stessa edizione del torneo. Il tutto con una carica mentale e agonistica da imporlo in più di un momento come leader della squadra.

Troncon c'è, con le sue 97 presenze: e se la sorte lo assiste, non può essere che lui il primo italiano a raggiungere i 100 caps. È stato capitano per 20 partite, si è trovato per un numero impressionante di volte (53) a formare la coppia mediana con Diego Dominguez. A suo tempo, nel 1994, soffiò la maglia numero 9 della nazionale a Ivan Francescato, che seppe riciclarsi come centro di prim'ordine: un altro trevigiano di grande talento, strappato alla vita nel 1999, a soli 32 anni.

La prima apparizione in azzurro di Tronky: uno spezzone di pochissimi minuti, a Parma nel 1994, con l'Italia già largamente vittoriosa sulla Spagna. Da allora cinque ct (Georges Coste, Massimo Mascioletti, Brad Johnstone, John Kirwan e Pierre Berbizier), la presenza in campo per le vittorie più importanti dell'Italia (fanno eccezione il 20-14 sulla Scozia nel Sei Nazioni 2004 e il 30-29 ottenuto in casa dell'Argentina) e, appunto, tre Coppe del Mondo. Quella del '95, condizionata dalla partenza falsa con Samoa e proseguita con un'ottima prova nei confronti dell'Inghilterra e un successo sull'Argentina; quella fallimentare del 1999, l'unica conclusa con il pieno di sconfitte (Inghilterra, Tonga e una travolgente Nuova Zelanda nell'ordine); e quella del 2003, con due vittorie nelle prime tre partite (Tonga e Canada battute dopo il solito tributo pagato agli All Blacks) e la possibilità di giocarsi l'accesso ai quarti nell'ultimo match con il Galles: passarono i Dragoni, più brillanti in attacco e più riposati grazie a un calendario favorevole.

Stavolta c'è un finale (non una finale, per carità, sarebbe troppa grazia) da riscrivere. Anche Italia-Scozia, collocata all'ultimo turno del girone eliminatorio, sarà probabilmente decisiva. Per Alessandro è l'ultima occasione, di quelle che un guerriero non si lascia scappare.

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