Elettrizzante, entusiasmante, incredibile. Questa "E' l'America del basket, bellezza, e tu non puoi farci niente", viene da dire, parafrasando una celebre battuta di Humprey Bogart. Come definire, altrimenti, una settimana Nba che si è aperta col passaggio di Pau Gasol da Memphis, proseguita con trasferimento shock di Shaquille O'Neal da Miami a Phoenix e che potrebbe chiudersi, chissà, con la cessione da parte di New Jersey di Jason Kidd a Dallas? Nel mezzo, un Bargnani che offre incoraggianti segni di ripresa ad alto livello e un Belinelli che, quelle rare volte in cui è chiamato in campo, si fa sentire...Il tutto, mentre un "santone" del basket a stelle e strisce come Bobby Knight dice improvvisamente addio alla panchina, e con la prospettiva dell'All Star Game di New Orleans del 17 febbraio ormai vicinissima...
Terremoto Shaq - Inutile dire che il trasferimento di O'Neal da Miami a Phoenix sia la notizia dell'anno (e forse qualcosa in più). Certo, bisognerà vedere se alla fine per i Suns arriverà il tanto desiderato anello, il primo in quarant'anni di storia. Intanto, però, lo sbarco dello "Sceriffo" (da grande il 36enne Shaq vorrebbe fare il poliziotto...) in Arizona ha galvanizzato l'ambiente. "Non è venuto qui a Phoenix per avere vita facile -ha detto Mike D'Antoni, l'arsenio Lupin del nostro basket, coach dei suns -. So che è molto concentrato e intenzionato a fare bene. Vuole mostrare a tutti cosa è in grado di fare e soprattutto che è stato un grande movimento di mercato". Parole confermate anche dall'atteggiamento di O'Neal nella conferenza stampa di presentazione: "Una cosa è certa: fareste meglio a non stuzzicarmi. Perch' quando mi mettete di cattivo umore faccio certe cose, come vincere i campionati", ha detto a muso duro Shaq ai giornalisti, perplessi per la sua età e le sue condizioni fisiche, dopo una carriera piena di onori e acciacchi. Shaq intascherà 20 milioni di dollari per ciascuna delle prossime due annate, ma la miglior medicina, si sa, potrebbe arrivare proprio dal parquet, sotto forma di assist da parte di steve Nash e giochi a due sottocanestro con l'amico Stoudamire....Intanto a Miami - malgrado l'arrivo, nello scambio, di due ottimi giocatori come Shawn Marion e Marcus Banks - l'ambiente è depresso. "Dobbiamo guardare avanti e costruire intorno a Dwayne Wade", ha spiegato coach Pat Riley, con gli occhi immalinconiti e i capelli come sempre scolpiti in quantità industriali di gel".
Pau Gas..ato!! - Ad accendere la miccia nella settimana che potrebbe stravolgere il futuro - a medio e lungo termine - della Lega, era stato il trasferimento della stella spagnola di Memphis Pau Gasol ai Los Angeles Lakers, in cambio di "due lire cestistiche", verrebbe da dire, concretizzatesi nella spedizione ai Grzzlies di Kwame Brown, Javaris Crittenton, Aaron McKie (per motivi di salary cap, visto che si è ritirato lo scorso anno..), i diritti sul fratello di Pau, Marc,attualmente in forza al Girona, e due prime scelte, nel draft 2008 e 2010. L'esordio di Gasol con la maglia dei Lakers è stato da urlo: 24 punti e 12 rimbalzi nel successo di Los Angeles in casa dei New Jersey Nets (90-105), in una serata nerissima per Kobe Bryant (6 punti con 3/13 al tiro e 7 palle perse). Ma alla fine la stella dei lakers era entusiasta: «C'è un Dio - ha dichiarato Kobe con una certa enfasi...-. Avevamo già tante armi, ma l'innesto di Gasol (sceso poi a 12 punti nella sconfitta di Los Angeles ad Atlanta -98 a 95- ndr...) è un manna dal cielo. Con la sua presenza in post basso e le sue qualità tecniche, ora le difese non potranno più concentrarsi sul mio lato, ma dovranno coprire tutte le zone del campo». Meno convinto sull'esistenza di divinità cestistiche è apparso Jason Kidd, stella dei Nets, che ha visto un'altra volta buttare alle ortiche dal resto della squadra la sua ennesima doppia doppia (11 punti e 10 assist). Con la qualificazione dei Nets ai playoff sempre più a rischio, l'impressione è che "the Kidd" possa presto cambiare aria: Dallas è il pole position ( e se la "trade" va in porto, lo sbilanciamento tra le 'grandi' dell'Ovest e le 'cenerentole' dell'Est diventerebbe ancora più profondo...). Solo l'idea di ricevere presto gli assist di kidd ha messo le ali a Nowitzki, che nel successo (107-96) contro i Bucks ha firmato la prima tripla doppia (29 punti, 10 rimbalzi, 10 assist) in carriera
Diavolo di un Damon - Nel turbinio di novità di questi giorni, i campioni in carica dei San Antonio Spurs sanno accontentarsi del positivo esordio con la maglia degli "Speroni" di Damon Stoudamire, l'esperta guardia messa sotto contratto in attesa del pieno recupero di Tony Parker. 11 punti in 22 minuti giocati per Stoudamire nella vittoria di San antonio a Indiana (89-116). Il Mago e il Beli - In questo turbinio di scambi ed emozioni, anche i nostri ragazzi si fanno valere e raccolgono...polvere di stelle. Ventotto punti contro i Lakers, 22 nella vittoria dei Toronto Raptors su Miami, nell'ultima gara degli heat con shaquille nel roster (seppur fermo per infortunio) prima del trasferimento a Phoenix. Continua così il "magic moment" di Andrea Bargnani che, schierato nel quintetto di partenza e in campo per 34 minuti e 8 secondi, ha trascinato i Raptors nel 114-82 rifilato dai canadesi ai Miami Heat. Alla fine Andrea ha chiuso con 22 punti (7/10 da due, 2/4 da tre, 2/2 ai liberi), cinque rimbalzi e tre assist. Inutile dire che, anche in questo caso, coach Michtell ha applaudito più per le cinque carambole recuperate sottocanestro che per il pingue bottino...va anche detto però che Bargnani è un giocatore particolarmente "onesto" nel costruire le sue statistiche. Il Mago, ad esempio, non sgomita per contendere ai...compagni quei "rimbalzi facili" (vedi quelli su tiro libero avversario sbagliato) che spesso 'gonfiano' le cifre anche dei migliori specialisti nella categoria. Forse un po' di malizia in più non guasterebbe... Buon momento per i Golden State Warriors, che nelle ultime 4 partire hanno raccolto 3 vittorie ed una sola sconfitta ad opera di Houston (107 - 111). Le vittorie sono arrivate rispettivamente, in ordine temporale, su New York 106 - 104, su New Orleans 116 - 103 ed infine Charlotte 127 - 96. Nelle prime due gare purtroppo Marco Belinelli ha fatto da spettatore, mentre nell'ultima è stato finalmente impiegato da Don Nelson per 14 minuti. Marco ha risposto bene: 1/1 da tre, 2/2 dalla linea della carità ed un canestro da due per un totale di 7 punti. A completare lo scorer, infine ci sono anche 1 rimbalzo, 2 assist e 2 palle perse. A incoraggiare il Beli sono arrivate le parole di stima di Manu Ginobili, stella degli Spurs: "il ragazzo ha talento, bisogna solo avere pazienza".
Addio, cavaliere della panchina! - L'incursione nel pianeta NCAA è più che giustificata, vista la notorietà del personaggio. E' Bobby Knight, che si ritira. Il 67enne coach dell'universita' di Texas Tech, uno dei totem del basket NCAA, ha annunciato a sorpresa la fine della sua carriera. Knight, alla settima stagione sulla panchina dei Red Raiders, aveva da poco firmato un prolungamento del contratto fino al 2012. L'allenatore cede il testimone al figlio Pat, designato come coach gia' nel 2005. Il 'generale', come e' soprannominato Knight per i modi a dir poco bruschi spesso usati con i suoi giocatori, abbandona dopo 42 stagioni vissute sui parquet della NCAA e dopo aver centrato 902 vittorie. Il debutto come coach risale al 1965, sulla panchina di Army. Knight, pero', ha fatto la storia con i 29 anni alla guida di Indiana, con cui ha conquistato anche 3 titoli nazionali (leggendario quello del 1976, conquistato senza neppure una sconfitta).