"Sail Wars" ancora in alto mare nella tempesta giudiziaria tra Alinghi e Oracle: nessun accordo tra il defender svizzero di Ernesto Bertarelli e il team americano di Larry Ellison sulle date per la prossima edizione della Coppa America. I due nemici torneranno il 2 aprile alla Corte suprema di New York, dal giudice Herman Cahn, mentre Vincenzo Onorato, patron di Mascalzone Latino, ha pubblicato una lettera aperta con la sua visione della vicenda.
Nell'incessante duello di scaricabarile e accuse, è sempre più complicato individuare le cause dell'azione legale. Ecco allora le risposte a cinque domande essenziali, per orientarsi in questa battaglia stellare a suon di carte bollate e udienze in tribunale, aspettando quella in mare.
Perché Oracle ha iniziato la battaglia legale?
È Vincenzo Onorato a riassumere il gioco delle parti in questa tragicommedia: la causa di tutti i mali è nel protocollo imposto da Alinghi per la coppa numero 33, all'indomani della vittoria a Valencia. Un documento che Onorato, con altri concorrenti tra cui New Zealand e Luna Rossa, ha giudicato talmente antisportivo da sfiorare la comicità. Alinghi intendeva assumere il pieno controllo dell'evento, esautorando i diritti degli sfidanti con regole unilaterali: ad esempio, la nomina dei giudici e del comitato di regata. L'aver accettato come Challenger of record (il primo sfidante, che condivide responsabilità organizzative col defender) il Club Náutico Español de Vela, rientrava in questa strategia. Il Cnev è un club senza i requisiti previsti dal Deed of Gift (il documento del 1887 che regola la Coppa America) per lanciare una sfida, come ha confermato il giudice Cahn nelle sue decisioni.
Così Oracle ha iniziato la battaglia legale per squalificare il Cnev, diventare lo sfidante ufficiale e annullare il protocollo di Alinghi. Nessuno nega l'ottimo successo di Valencia 2007, ma il defender ha ceduto a un delirio di onnipotenza, stravolgendo le basi della manifestazione; tanto che lo storico sponsor Louis Vuitton ha lasciato il campo, ancor prima del procedimento legale, per incompatibilità con la nuova filosofia di Bertarelli. Alinghi ha poi capovolto le parti, travestendosi da dominatore in vittima dell'arroganza americana. Scrive Onorato: «È bene sfatare qualsiasi nebbia al riguardo: la coppa in tribunale è stata, di fatto, portata da Alinghi, con il suo protocollo infamante per lo sport. Il ricorso di Oracle va considerato una coraggiosa operazione di salvataggio del più antico trofeo sportivo che la storia ricordi».
Perché sarà il giudice a stabilire le date della sfida?
Il punto di partenza è il Deed of Gift. Il giudice Cahn, nella sua ordinanza del 17 marzo, ha respinto le mozioni di Alinghi e dichiarato pienamente valida la sfida di Oracle, sulla scia della decisione del 27 novembre scorso. Allora, mancando un'intesa per un protocollo condiviso di regole, i due contendenti dovranno gareggiare nel "Deed of Gift match". Questo significa: nessun circuito di selezione per i concorrenti (la vecchia Vuitton Cup), sfida al meglio di tre prove con barche progettate in gran libertà (ci sono dei parametri generici da rispettare). Inoltre, un preavviso di almeno 10 mesi, prima delle regate, dal momento in cui lo sfidante, Oracle in questo caso, ha lanciato il guanto.
Gli americani hanno indicato luglio 2008 nel documento convalidato dal giudice. Il problema è che Alinghi vorrebbe correre dopo il primo maggio 2009, sostenendo che il periodo dei 10 mesi si è interrotto durante la causa legale, e va dunque riconsiderato dal 17 marzo (ricordando che il Deed proibisce match da novembre ad aprile nell'emisfero settentrionale). Alinghi afferma che nell'udienza dello scorso 10 settembre, entrambe le parti hanno concordato di sospendere la finestra dei 10 mesi fino all'ordinanza definitiva. Toccherà di nuovo al giudice, quindi, ricomporre la frattura tra il defender e lo sfidante (la Corte di New York è l'unico foro competente sulle dispute del Deed). Cahn ha fissato l'udienza per il 2 aprile.
Perché Alinghi, pur avendo perso la causa, accusa Oracle di aver affossato la coppa?
Gli svizzeri accusano gli americani di voler vincere la coppa a tutti i costi, sfruttando l'aula del tribunale senza una gara leale in mare. Oracle ha proposto ottobre 2008, considerando 10 mesi dal 27 novembre, data in cui il giudice ha fissato il suo ruolo di sfidante. Il defender ha ripetuto che non potrebbe allestire una difesa adeguata del trofeo, prima di maggio 2009, essendo in ritardo nello sviluppo di un catamarano. Alinghi marchia lo sfidante col bollino dell'antisportività, per la sua strategia giudiziaria. Bertarelli ha dichiarato che Oracle «ha distrutto i piani per un evento a più squadre nel 2009 a Valencia, e si è garantito con il procedimento legale un posto nel match di coppa, che non aveva mai conquistato sull'acqua». Oracle, a sua volta, accusa Alinghi di ritardare in ogni modo la sfida, appellandosi a tesi inutili e fuorvianti, senza accettare le disposizioni del Deed.
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