La fiaccola olimpica è stata accesa oggi a Pechino dal presidente cinese, Hu Jintao, che ha dato così il via alla corsa che porterà il simbolo delle Olimpiadi in cinque continenti. La torcia viaggerà poi per tutte le province della Cina, incluso il tormentato Tibet, e tornerà nella capitale tra 130 giorni esatti, ossia l'8 agosto, giorno di apertura dei Giochi Olimpici.
La fiaccola, arrivata dalla Grecia, è stata accolta con una cerimonia in piazza Tienanmen al termine della quale il presidente Hu Jintao l'ha consegnata a Liu Xiang, il campione del mondo dei 110 ostacoli, che l'ha portata sulla porta dell'antica residenza imperiale, la Città Proibita.
Un massiccio servizio di sicurezza, composto da migliaia di poliziotti in divisa e in borghese, ha assicurato che non si ripetessero a Pechino le proteste condotte in Grecia da un gruppo di attivisti per i diritti umani. Manifestazioni di protesta sono state annunciate da attivisti tibetani a Londra, Parigi, San Francisco e New Delhi. La fiaccola passerà anche (in giugno) per le strade di Lhasa, la capitale del Tibet dove almeno 19 persone sono morte in violenze anti-cinesi.
Domani la fiaccola olimpica si «dividerà in due»: una delle fiamme raggiungerà Almaty, nel Kazakhstan, prima tappa del suo viaggio; l'altra invece andrà al campo base dell' Everest, dove si attenderanno le condizioni meteorologiche favorevoli per portarla sulla cima più alta del mondo, a 8.848 metri di altezza.