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Atletica: Yelena sul tetto del mondo, Powell ko |
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12 luglio 2008
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Yelena Isinbayeva che sale sul tetto del mondo, Asafa Powell che si blocca sui 100 metri, Oscar pistorius che spinge le sue protesi più vicino a Londra2012 che a Pechino 2008. Eppoi Wariner che vince di un soffio i 400, la croata Vlasic che continua a dominare nel salto in alto e che, insieme alla mezzofondista keniota Jelimo (che vince gli 800), rimane l'unica atleta a essere ancora in corsa per il jackpot finale della Golden League. Anche quest'anno il Golden Gala di Roma ha acceso la stagione dell'atletica leggera. E a ben vedere, sulla pista dell'Olimpico in molti hanno lasciato tracce e impronte preziose per capire quale sarà il cammino che dalla Città Eterna porta ai Giochi di Pechino Yelena da sogno – Roma è sempre stata una ciottà magicsa per il salto con l'asta: basta ricordare l'indimenticabile serata del 31 agosto 1984, con la voce di Paolo Rosi a scandire il duello a suon di record mondiali tra Sergey Bubka e Thierry Vigneron, con l'ucraino che allora ebbe la meglio a quota 5 metri e 94 centimetri. Normale quindi che quella che è considerata oggi “la Bubka in rosa”, la campionessa olimpica e mondiale in carica Yelena Isinbayeva (che di Bubka condivide l'allenatore, il fenomenale Vitaly Petrov) scegliesse proprio la pedana dell'Olimpico per innalzare quel record, fermo a quota 5,01 dall'agosto 2005. yelena sale così a 5,03, superato brillantemente al secondo tentativo. Misura “chiamata” ai giudici in italiano, perché la 26enne zarina ama l'Italia e la nostra cucina, vive tra il centro tecnico di Formia e Montecarlo, non rinuncia al suo ruolo di vedette dell'atletica mondiale, ammiccando a pubblico e telecamere prima e dopo i suoi meravigliosi salti, proprio come una sophia Loren in scarpette da ginnastica. L'ultimo balzo, quello di ieri sera, l'ha riportata su quel tetto del mondo dove ormai risiede da lontano 2004 (quando superò i 4,89). E da lassù l'oro di Pechino sembra ancora più vicino Asafa k.o. - A Pechino, il primatista mondiale sui 100 Usain Bolt ora rischia di ritrovarsi senza avversari. Prima ai trials americani, lo stiramento che ha messo fuori gioco Tyson Gay sui 200 e a serio rischio il suo sogno olimpico anche sulla distanza più breve; poi, ieri sera, il crampo che ha bloccato il suo connazionale, l'ex primatista del mondo sui 100 Asafa Powell, nel primo turno di qualificazione. Una fitta che ha costrettoPowell a una brusca frenata a 30 metri dal traguardo, quando era in testa alla batetria, pur senza incantare. Alla fine il tempo 810'18”9 conta poco, a fronte del ghiacchio che il giamaicano poggia sull'inguine. Sinistro presagio sulla strada verso la Cina Pistorius da Oscar – Tra le tante stelle della serata c'era anche lui, ovviamente. Perché Oscar pistorius e le sue protesi in fibra di carbonio tornavano su quella pista dove, proprio un anno fa, era iniziata la sfida dello sprinter sudafricano al mondo dello sport degli atleti normodotati. E l'aria “di casa” ha fatto davvero bene a Oscar, apparso molto più brillante rispetto alla Notturna dell'arena di Milano. E il cronometro lo ha confermato: nella seconda serie dei 400 ha chiuso settimo in 46”62, più di un secondo meglio della serata milanese. Lomntano ceeto, dal minimo richiesto per Pechino (45”55). Ma mercoledi a Lucerna Oscar proverà ancora a centrare il bersaglio grosso. Senza contare che, se pure fallisse (come è probabile) nella prova individuale, potrebbe ancora trovare spazio nella staffetta olimpica sudafricana della 4x400. Altrimenti i sogni di gloria saranno rimandati a Londra2012. Ma ogni passo delle sue protesi su una pista d'altetica sono già una vittoria senza prezzo Blanka volante – Nel salto in alto femminile, la campionessa del mondo Vlasic ha inanellato la 32esima vittoria consecutiva. Ma la croata, che ormai gareggia più contro se stessa che con le avversarie , alla fine era un po' delusa per non essere riuscita a superare i 2,05, misura che le è abituale e che doveva essere il trampolino di lancio per l'assalto al record mondiale. Tra le deluse anche Antonietta Di Martino: l'azzurra saliva rapidamente fino a 1,95, per poi incepparsi proprio sul più bello, a quota 1,97. L'azzurra deve lavorare sotto il profilo tecnico, per ritrovare le certezze che ne hanno fatto la primatista italiana e l'argento iridato a Osaka2007 Irving e Jeremy – Irving Saladino ha dimostrato di essere guarito dall'infiammazione al ginocchio che lo aveva messo k.o. a inizio giugno al meeting di Berlino. Nel salto in lungo il panamense campione del mondo davanti al nostro howe ha vinto con 8 metri e 30, precedendo il saudita Al Sabee, che pure aveva dominato proprio a Berlino e a Oslo. Occhio però ai troppi “nulli” registrato dal panamense: segno che in vista della Cina il motore va ancora calibrato sui ritmi giusti. Torna a mettere il turbo, invece, sui 400, il campione olimpico e mondiale Jeremy Wariner, che dopo la sberla rimediata ai trials regola proprio sul traguardo l'eterno rivale, l'altro americano Merritt, che pure lo incalza in rimonta fin sotto le fotocellule. Insomma, a Pechino sul giro di pista si preannuncia un'infuocata resa dei conti
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