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Coppa Davis: Starace salva l'Italia

di Marco Barbonaglia

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21 settembre 2008
Starace Potito ( Ansa/Carlo Ferraro)

Si salva l'Italia di capitan Barazzutti. Sulla terra rossa del Circolo Tennis Sporting di Montecatini, gli azzurri sudano sette camice ma, alla fine, allontano i fantasmi di un'umiliante retrocessione nella serie C (per altro già sperimentata in tempi recenti) della zona Eurafricana della Coppa Davis. Il nostro team, che oltretutto giocava in casa, ha avuto comunque bisogno di ricorrere al quinto e decisivo match per avere ragione della squadra lettone che, nel turno precedente, aveva perso per 4/1 con la Macedonia. Una sconfitta, insomma, andava evitata a tutti i costi e così è stato, ma il successo risicato contro un team tanto modesto non nasconde nessuno dei limiti del tennis italiano dei nostri giorni.

La sfida di questo weekend non ha, tutto sommato, riservato sorprese. La giovane promessa lettone, Ernests Gulbis, ha portato a casa due punti su due, gli azzurri hanno conquistato gli altri due singoli e il doppio. In questo modo, però, la squadra di Barazzuti ha dovuto soffrire fino all'ultimo dei cinque incontri previsti per guadagnarsi il diritto di restare in B.
Venerdì, infatti, l'esordiente Fabio Fognini aveva lottato per un set, il primo, arrampicandosi fino al tie-break contro un avversario certo più dotato e più esperto. Poi si era arreso, rimediando due game nelle frazioni successive. A riportare il risultato in equilibrio ci aveva pensato Andreas Seppi, sconfiggendo per 6/4, 6/2, 7/6 Andis Juska, numero due dei lettoni, ma che occupa addirittura il 394esimo posto delle classifiche mondiali. La sproporzione tra le forze in campo, d'altra parte, visto che l'altoatesino è ventottesimo nel ranking Atp, era talmente ampia da rendere praticamente impossibile un esito diverso.

Nel doppio, Seppi e Potito Starace hanno fatto correre ancora qualche brivido per la schiena di Barazzutti, perdendo il primo set per 6/3 contro la coppia Gulbis/Juska. Poi, per fortuna, i nostri si sono rimessi in carreggiata e hanno portato a casa le tre successive frazioni per 6/3, 6/2, 6/4.
Sul punteggio di 2/1 per gli azzurri si è, così, arrivati alla giornata decisiva per le sorti dell'incontro e della dimessa compagine italiana. Nella prima partita, Seppi è riuscito a strappare due set a Gulbis, giocatore talentuoso ma che, va detto, non ha ancora vinto nulla di davvero importante e che, in classifica, è posizionato 22 posti dietro ad Andreas. Questo per dire che stiamo parlando di un avversario ostico, capace di giocare a tratti un grande tennis e con ottime speranze per il futuro, ma non di un fuoriclasse inarrestabile. Comunque, Seppi, dopo le prime due frazioni si è gradualmente spento, finendo per arrendersi al lettone sulla distanza, con il punteggio di 3/6, 5/7, 6/3, 7/6, 6/3.

A quel punto, Corrado Barazzutti ha, saggiamente, preferito schierare un giocatore esperto come Starace, al posto del debuttante Fognini. Il tennista campano, naturalmente, non poteva perdere contro Juska e non l'ha fatto. Ha chiuso in tre set, rischiando qualcosa solo nell'ultima frazione vinta al tie-break, dopo aver dominato le prime due per 6/3, 6/4.
Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Soprattutto parlando di un match iniziato sotto cattivi auspici, con le brutte polemiche tra la Federazione e Simone Bolelli, che si è rifiutato di giocare a Montecatini. Ma da gioire, alla fine dei conti, rimane ben poco. Se l'Italia deve faticare così tanto per restare in serie B, con la paura di retrocedere ulteriormente che viene scacciata solo all'ultima ora, quante speranze potrà avere, l'anno prossimo di ritornare in A?

Per il resto, dalla domenica di Coppa Davis, la Spagna di Rafael Nadal esce vincitrice sugli Usa, campioni in carica, con il netto punteggio di 4/1. In finale, gli iberici, che sembrano ormai i grandi favoriti per la vittoria della prestigiosa insalatiera, incontreranno l'Argentina. I sudamericani, infatti, sono riusciti a spuntarla 3/2 sulla Russia, grazie al successo del giovane Juan Martin Del Potro su Igor Andreev, nel match decisivo.

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