Cielo terso e temperature rigide per i circa 40mila partecipanti alla 39 sima edizione della Maratona di New York. Una temperatura di 5 gradi centigradi al momento della partenza, con venti intorno ai 25 chilometri all'ora che non hanno certo giovato agli atleti.
Con 3.517 partenti l'Italia stabilisce così il suo miglior risultato a questa edizione della NYCM: è la terza rappresentativa più numerosa, dopo i padroni di casa e quella inglese, mentre non è competitiva e i grado di bissare gli ultimi trionfi di Leone ( 1996) tra gli uomini e Fiacconi ( 1998) tra le donne.
I vincitori
Giunge primo al traguardo il brasiliano Marilson Gomes dos Santos con 2:08:43 ripetendo il successo del 2006 battendo negli ultimi tre chilometri Abderrahim Goumri, l'atleta trentaduenne del Marocco in testa per quasi tutta la gara, che si conferma eterno secondo, con 2:09:07, nelle più importanti maratone , quest'anno in primavera a Londra, e l'anno scorso a New York era arrivato dietro alle spalle di Martin Lel. Delusione per un grande dell'atletica e della corsa su strada, il 39enne keniano Paul Tergat, solo quarto ma in progressi rispetto al sesto posto dell'ultima gara, a Londra nell'aprile 2007, dietro a Daniel Rono.
Tra le donne fa il tris di vittorie, di cui due consecutive festeggiate con la figlia Isla in braccio , Paula Radcliffe col tempo di 2h.23.56 che oltre al 2007 aveva vinto anche nel 2004, smaltendo così la delusione della gara olimpica fatta quasi come preparazione a New York. A poco più di due mesi da Pechino era difficile correre due maratone ad alto livello, soprattutto per chi come lei è abituata a vincerle. Grande esordio sulle strade di casa dell'americana Kara Goucher proveniente dalla pista ( a Pechino si è classificata nelle prime dieci sia nei cinquemila che nei diecimila metri) che chiude al terzo posto con 2.25.53 dietro alla seconda classificata la quarantenne russa Ludmilla Petrova con 2.25.43.
Il clima alla vigilia
In una New York colpita dalla recessione, dove in anticipo sono incominciati i saldi, puntuale come ogni prima domenica di novembre si corre la 39esima edizione della maratona più popolare in attesa dell'altra maratona, elettorale, che la notte del 4 sancirà il nuovo presidente degli Stati Uniti.
I numeri non sono certo da recessione, anzi con l'espediente di far partire a scaglioni in tre fasce distinte in base al tempo d'iscrizione, così evitando l'imbottigliamento, si è riusciti a raggiungere il record dei circa quarantamila partecipanti. L'Italia con i suoi quasi tremilacinquento iscritti, di cui circa un migliaio provenienti da Milano, risulta tra le nazioni, cinquanta in tutto, più rappresentate per numero di partecipanti.
"Vogliamo essere la più grande maratona del mondo, ma non a scapito di essere la migliore" ha detto Mary Wittemberg direttrice del New York Road Runners, che organizza l'evento, evidenziando che per la città di New York la maratona è una miniera d'oro: quest'anno le entrate hanno toccato quota 220 milioni di dollari.
Tra gli uomini Martin Lel non ha potuto difendere il titolo dello scorso anno e il marocchino Abderraim Goumri si candidava quale suo successore dopo il tempo di 2h 5' 33" in primavera a Londra, ma non ce l'ha fatta. Tra le donne, invece, la britannica Radcliffe partiva con grandi chance di riconfermarsi e cosi' è stato.
Gli atleti che partivano da favoriti della gara maschile hanno già vinto la NYCM : il keniano Paul Tergat nel 2005 (personal best: 2:04:55), il sudafricano Hendrick Ramaala nel 2004 (p.b. 2:06:55) e il brasiliano Marilson Gomes dos Santos nel 2006 (p.b.2:08:37). In quella femminile la Radcliffe aveva come concorrenti l'etiope Gete Wami, la kenyana Catherine Ndereba e l'esordiente americana Kara Goucher proveniente dalla pista (a Pechino si è classificata nelle prime dieci sia nei cinquemila che nei diecimila metri).
Non c'erano italiani tra i favoriti e sono lontani i tempi del bis consecutivo di Orlando Pizzolato negli '80 e di Giacomo Leone ultimo italiano a vincerla nel 1996, mentre non mancano varie curiosità tra gli amatori. Ricordate Zola Budd l'atleta che correva in pista scalza e che accidentalmente fece cadere Mary Decker davanti al suo pubblico alle olimpiadi di Los Angeles (1984)? Ebbene a 42 anni è tornata, ma con le scarpe, sul percorso newyorkese. C'è chi invece cambia scarpette, da quelle da calciatore è passato a quelle da corridore, come l'ex capitano dell'Inter Beppe Bergomi alla sua prima maratona. Mentre c'è chi ha lasciato a casa la consueta bicicletta per correre la maratona: è l'ex premier Romano Prodi, in compagnia di un gruppo podistico di settanta reggiani, a New York in questi giorni per incontri di lavoro all'Onu. Non mancano pure le partecipazioni misteriose e in incognito: sull'esempio di Katie Holmes la moglie di Tom Cruise, che partecipò lo scorso anno tenendo fino all'ultimo l'anonimato, quest'anno era nell'aria la partecipazione di Victoria, la moglie di Beckham. Insomma storie e motivazioni diverse per essere presenti sul Ponte Giovanni da Verrazzano per dire che quella volta c'ero anch'io.