«Prostituzione intellettuale», «Roma e Milan concluderanno l'anno senza titoli», «io sto con Zenga, Del Neri e Prandelli», «Parlo con la stampa per contratto, non sono da prime-time». Josè Mourinho parla come un fiume in piena ed è subito effetto-bomba. Lo Special One si tuffa nella polemica in conferenza stampa e affonda duro contro tutto e contro tutti, menando fendenti a destra e a manca proprio nel momento in cui la sua Inter è sotto pressione per i presunti favori arbitrali, in particolare dopo Inter-Roma di domenica sera. La società nerazzurra difende a spada tratta il suo tecnico - bravissimo, come sanno in Inghilterra, a "pilotare" l'attenzione mediatica nella maniera a lui più congeniale - ma l'effetto-Juve, ormai, si è innescato: l'Inter è la nuova "antipatica", la prima della classe, la "cattiva" dominatrice, anche psicologica, del campionato.
Che l'effetto sia detonato lo mostrano molti segnali: Roma e Juventus sono a capofila della rivolta, con i "miti" Spalletti e Ranieri in prima linea. «Mi sono stufato di fare la parte del c...» è sbottato domenica il tecnico giallorosso, mentre Ranieri alza ancora il livello della polemica dopo Lazio-Juventus di Coppa Italia, identificando Mourinho con «lo stile Inter», e con questo marcando la differenza con il "mitico" stile Juventus, che la società guidata da Giovanni Cobolli-Gigli sta cercando di recuperare dopo gli anni bui dell'era Moggi.
Una polemica che si estende ormai alle società, con la Juventus che chiede all'Inter di prendere le distanze dalle accuse e dalle affermazioni del suo allenatore, e il club nerazzuro che replica difendendo a spada tratta mister Mou: «Il suo stile ci piace».
Interviene nella polemica, cercando di smorzare i toni, perfino il presidente federale Abete, chiedendo a tutti di abbassare i toni dello scontro, in un mese densissimo di appuntamenti importanti, soprattutto in campo internazionale (con gli imminenti ritorni con le inglesi in Champions League).
Ma cosa ha detto di così grave Josè Mourinho, da scatenare un tale turbine di polemiche?
La telefonata di Ranieri: «Chiedetegli cosa voleva»
Mourinho ha cominciato con un affondo a Claudio Ranieri: il tecnico bianconero aveva detto che il collega interista non ammette mai gli errori a favore dell'Inter. «Avete il mio permesso di chiedere a Ranieri cosa voleva dirmi stamattina quando mi ha chiamato al telefono. Chiedeteglielo nella prossima conferenza stampa». Mourinho, tra l'altro, ha riferito di non aver risposto alla telefonata.
Prostituzione intellettuale
«A me non piace la prostituzione intellettuale. Mi piace l'onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia stata una grandissima manipolazione intellettuale e grandissimo lavoro organizzato per manipolare l'opinione pubblica e questa, secondo me, è un'operazione fantastica di un mondo che non è il mio, che lo sarà fino a quando lavorerò nel calcio, ma davvero non è il mio mondo».
«La Roma finirà senza titoli, i punti della Juve con gli errori arbitrali»
«Negli ultimi due giorni non si è parlato d'altro, non si è parlato di una Roma con grandissimi giocatori, con tanti giocatori che io volevo avere con me, e che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato di un Milan che finirà la stagione con zero titoli e con giocatori che hanno una cultura vincente e tutto ciò di cui una squadra ha bisogno per vincere dei titoli. E non si è parlato di una Juve che ha vinto tanti punti, ma tanti di questi con errori arbitrali».
«Io sto con Zenga, Del Neri e Prandelli»
Se Ranieri sta dalla parte di Spalletti, Mourinho scende in campo in difesa delle altre. «Ranieri e Spalletti sono uno al fianco dell'altro? Allo stesso modo io sono a fianco di Zenga, Del Neri, Prandelli, perchè tutti hanno perso tre punti giocando contro la Juve, e sono anche al fianco di Marino e Novellino, che il prossimo fine settimana dovranno giocare contro la Roma e la Juventus. Se io fossi in Novellino o Marino adesso, forse sarebbe meglio non giocare o giocare con la seconda squadra ma, davvero, sarebbe meglio non giocare o farlo con i ragazzi della Primavera».
«Parlo con la stampa per contratto»
«Non capisco perchè io sono bravo a parlare: se io parlo alla stampa è solo perchè devo farlo, perchè c'è un contratto. Dopo ogni partita io parlo con i giornalisti perchè mi dicono che per contratto devo farlo. Ranieri e Spalletti, invece, sono sempre ospiti nei programmi serali. Spalletti parla prima della partita, all'intervallo, dopo la partita. Parla con uno, parla con l'altro, è amico di Ilaria (D'Amico, ndr), è amico di un altro, è amico di Mauro, è amico di tutti. E io sarei quello bravo a parlare? Se l'ufficio stampa dell'Inter mi dicesse che per due mesi non devo parlare alla stampa, per me sarebbe fantastico».
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