Il 15esimo titolo dei Lakers, il decimo anello di Phil Jackson (dopo i 6 dell'era- Jordan Chicago e i 3 a Los Angeles con la coppia Kobe-Shaq: staccato Red Aurbach a quota 9, è record assoluto), il quarto trionfo per Bryant, quello che conta però di più in cuor suo, perché conquistato senza O'Neal a fianco, per dimostrare a tutto e a tutti di saper vincere anche da solo (o quasi, come Shaq aveva del resto già fatto a Miami). La notte Nba non porta consiglio a orlando, porta invece in trionfo L.A. Che si impone anche in gara-4 alla Amway Arena: 99-86 per i gialloviola e per Kobe, oltre ai 30 punti, anche il titolo di Mvp delle finali (per la prima volta in carriera
La gara - va come doveva andare, gara-5 della finale. Sfumata la grande (ennesima) occasione in gara-4, I Magic provano a reagire d'orgoglio, e piazzano un parziale di 15-6. Ma i rimbalzi offensivi, i punti di Bryant 811 nel solo primo quarto9, la magra di orlando da 3 (179 all'intervallo e qualche assolo di Ariza prima riportano i Lakers a contatto, poi li lanciano alla conquista dell'anello. Ci pensano poi due triple di Odom a inizio ripresa a lanciare il chiaro segnale che la festa può avere inizio (53-64 Lakers a metà terzo periodo). Un canestro con doppia esitazione di Kobe è il fotogramma da consegnare ai posteri. Il resto è festa gialloviola e resa, dignitosa, di un Orlando mai così poco "magica"
Numeri da campioni - Kobe si infila al dito il quarto anello con cifre degne del leader assoluto di L.a. E, a questo punto, della Lega: 32.4 punti e 7.4 assist a partita nella serie finale, 30 punti (pur con 10/23 al tiro) 6 rimbalzi e 5 assist in gara-5. Spesso ha monopolizzato l'attacco Lakers con i suoi tiri al limite del possibile, ma Kobe si è dimostrato sempre e comunque il trascinatore gialloviola. Ma se il titolo torna in California dopo 7 stagioni gran parte del merito va al 'supporting cast': dal carisma (e dal tiro da 3) di Fisher alla talentuosa solidità di Pau Gasol (14 p+15 r in gara-5); dall'utilità di Odom (17+10 con 3/3 da 3) alla concretezza e ai lampi di Ariza (12 punti con 2/5 da 3). L'unico a deludere è stato forse Bynum, ancora acerbo per sfide di questo livello, ma fisico (212cm) e potenziale gli concederanno sicuramente altre occasioni per essere protagonista di una finale Nba. E in panchina il gran maestro zen Phil Jackson: facile allenare i grandi campioni, diranno i suoi detrattori. Ma in molti, pur allenando i migliori, non hanno vinto quanto lui...
Orlando rimandata - E i Magic? A mangiarsi le mani per le occasioni sprecate in una serie che è sembrata più equilibrata di quanto i pronostici non facessero intravvedere. Due gara (seconda e quarta) perse ai supplementari, una vinta in modo convincente, altre due (prima e quinta) perse senza troppa convinzione. Van Gundy rimpiangerà a lungo lo scellerato finale di gara-4, e l'incertezza creata in cabina di regia tra Alston e il rientrante Nelson. Superman Howard è potenzialmente devastante, ma i Lakers hanno speculato sui suoi limiti (appena 11 punti e 10 rimbalzi anche in gara-5) che gli impongono di lavorare ancora duro per fare un ulteriore salto di qualità. Rashard Lewis è andato a corrente alternata (18 punti), come il tiro da 3 di tutti i Magic. Il migliore? Turkoglu, vero regista occulto. Gli altri? Bene Gordat e Pietrus, ma in molti (Lee, Battie, Nelson, Alston, Redick) non sono sembrati ancora all'altezza dell'appuntamento finale. Da applausi resta però il cammino nella post-season, con le eliminazioni eccellenti dei campioni in carica di Boston (senza Garnett) e dei Cavaliers di LeBron James
Scenari futuri - Intanto sono iniziate già le grandi manovre per il prossimo anno. Bryant ha un contratto di altri due anni che prevede però una clausola d'uscita dopo il 1° luglio. Resterà, ma potrebbe rimodulare l'accordo in modo da poter permettere a L.A. - in difficoltà col salary cap - di rifirmare Odom e Ariza, in scadenza. E se Jackson, appagato, dovesse lasciare la panchina, timone a Kurt Rambis o Brian Shaw, grandi ex ora suoi assistenti. E orlando? Gortat ha molti estimatori (soprattutto New York), ma l'addio a Turkoglu sembra cosa fatta, col turco che difficilmente eserciterà l'opzione da oltre 7 milioni di dollari per restare nel contratto coi Magic, preferendo diventare free-agent.Toronto, Detroit e Portland le possibili destinazioni
E Shaq? - E la prossima potrebbe essere anche l'annata del ritorno al vertice di Shaquille O'neal. Sulle sue tracce ci sarebbe Cleveland, che sta cercando di acquisire un big per convincere James a non andar via alla scadenza del contratto nel 2010. Probabile , a questo punto uno scambio con Shaq in maglia Cavs in cambio di Wallace e Pavlovic a Phoenix