Smorzata e volèe. Francesca Schiavone chiude così, con uno schema da manuale di tennis su erba, il match contro Virginie Razzano. In palio c'era un posto nei quarti di finale. Non è la prima volta per la Leonessa, arrivata ad un passo dalle semifinali già al Roland Garros nel 2001 e a Flushing Meadows due anni dopo. Un traguardo raggiunto fino ad ora, sui verdi prati di Londra, soltanto da altre tre azzurre: Lucia Valerio nel lontano ‘33, Laura Golarsa nel 1989 e Silvia Farina nel 2003.
Due soli set sono bastati alla Schiavone per avere ragione di un'avversaria che aveva già sconfitto in tre occasioni su tre. Dopo un avvio deciso che la portava in vantaggio di un set (vinto con un secco 6/2) contro una Razzano fallosa e sottotono, le cose si complicavano, però, nella seconda frazione. La francese ritrovava almeno in parte, colpi, regolarità e aggressività, riuscendo a costringere Francesca al tie-break. A quel punto, con la transalpina in risalita, l'eventualità di giocarsi tutto al terzo set sembrava racchiudere più di un'insidia. Sul 6/6, però, la Leonessa faceva sentire ancora una volta il suo ruggito, volando 6/1 e guadagnandosi ben 5 match-point. Gliene bastava uno, il primo, per chiudere in un'ora e 33 minuti e mettersi in tasca un biglietto per i quarti.
Tra le pochissime tenniste a giocare ancora dritto e rovescio ad una mano, Francesca ha vinto scendendo a rete in ben 28 occasioni, in 16 delle quali è riuscita a conquistare il punto e portandosi a casa l'87% dei quindici sulla prima palla di servizio.
A 29 anni, arrivata all'ultima fase di una brillante carriera, la Schiavone ha la possibilità di entrare nella storia, diventando la prima italiana semifinalista a Wimbledon. Dall'altra parte del campo troverà una sua vecchia conoscenza: la talentuosa ma fragile Elena Dementieva, che ha regolato la connazionale Vesnina con un secco 6/1, 6/3. I precedenti tra loro fanno segnare quattro vittorie per parte. Certo la russa è un'ottima tennista, presenza fissa nella top-ten e oro olimpico lo scorso anno. Batterla sarà molto difficile ma non bisogna dimenticare che i suoi punti deboli, carattere e forza mentale, sono tra le armi migliori di Francesca, non a caso soprannominata la Leonessa…
Prosegue, intanto, la cavalcata delle amazzoni Williams verso un'altra finale in famiglia, dopo la splendida sfida di 12 mesi fa. A cadere sotto i colpi delle Sisters sono state Ana Ivanovic e Daniela Hantuchova. La prima, finalmente capace di giocare un buon tennis dopo un lungo periodo di blackout, è stata costretta alla resa da un infortunio all'adduttore della coscia sinistra. Per la verità lo strapotere di Venus le aveva già garantito di incamerare il primo set per 6/1, prima che la bella Ana avvertisse le fitte alla gamba e fosse costretta ad abbandonare il campo in lacrime, sostenuta da tutto il pubblico e consolata anche dall'avversaria.
La Hantuchova invece, pur apparendo in discreta forma, è stata schiacciata senza pietà da Serena che le ha rifilato un 6/3, 6/1 in meno di un'ora. Completano il quadro dei quarti la sorprendente Sabine Lisicki a segno con Caroline Wozniacki, la polacca Radwanska che affronterà Venus e Victoria Azarenka che dovrà vedersela con la più giovane delle Williams.
Tra gli uomini, nel frattempo, Roger Federer sembra davvero tornato re. Ad un Robin Soderling determinato e in ottima forma, lo svizzero non ha concesso nulla. Pur cedendo una sola volta il servizio, lo svedese si è, infatti, dovuto arrendere in tre set con il punteggio di 6/4, 7/6, 7/6. Lo scarto, alla fine, è stato di appena sei punti: 103 per lo svizzero, 97 per lui. Questo perché Roger, da fuoriclasse, ha espresso un tennis praticamente perfetto per tutta la partita ma ha dato il meglio di sé proprio nei punti decisivi. Sul suo cammino c'è ora il gigante croato Ivo Karlovic, vera e propria macchina da ace che ha piegato Fernando Verdasco, poco a suo agio nel ruolo di vice-Nadal.
Anche il "vecchio" Tommy Haas, che a Parigi per poco non buttava fuori Federer, ha superato gli ottavi battendo Igor Andreev per 7/6, 6/4, 6/4, confermando il suo ottimo stato di forma dopo la vittoria ad Halle. Nei quarti troverà proprio Novak Djokovic che ha strapazzato il povero Dudi Sela e che è alla ricerca della rivincita dopo la sconfitta subita in Germania.
Semaforo verde, intanto, anche per un Andy Roddick in splendida forma (7/6, 6/4, 6/3 a Berdych) che sfiderà il rivale dei vecchi tempi Lleyton Hewitt, vincitore della maratona con Radek Stepanek. Brividi, invece, per il match di Andy Murray contro Stanislas Wawrinka. Il beniamino di casa ha fatto sudare freddo tutta la nazione, lottando fino al quinto set senza mai convincere e mostrando tutte le ombre del suo gioco prima di qualificarsi per il quarto di finale che lo vede opposto a Juan Carlos Ferrero. Per proporsi come principale avversario di Federer dovrà fare molto, ma molto meglio…