Valentino Rossi si conferma anche oggi il più veloce sul circuito di Misano, conquistando la pole position per la classe MotoGp al Gran Premio di San Marino. Il campione del mondo in carica e leader della classifica iridata, davanti a tutti già ieri e stamattina nelle due sessioni di prove libere, ha chiuso le qualifiche ufficiali con il miglior crono in 1'34"338, ottenendo così la sesta pole stagionale. Alle sue spalle, tre spagnoli: Daniel Pedrosa (Honda Repsol), secondo a 0"222, Jorge Lorenzo (Yamaha Fiat), terzo a 0"470 a chiudere la prima fila della griglia di partenza, e Toni Elias (Honda Gresini), quarto a 0"569 ad aprire la seconda fila.
Alle spalle del terzetto iberico, gli statunitensi Colin Edwards (Yamaha Tech3) e Nicky Hayden (Ducati), rispettivamente quinto a 0"846 e sesto a 0"885. Ottavo tempo a 1"005 poi per Andrea Dovizioso (Honda Repsol), decimo tempo a 1"223 per Loris Capirossi (Suzuki) e dodicesimo tempo a 1"447 per Marco Melandri (Kawasaki), finito appena alle spalle del finlandese Mika Kallio (undicesimo a 1"263), confermato sulla Ducati ufficiale al posto dell'australiano Casey Stoner, ancora fuori causa per la terza gara di fila. Sedicesimo a 1"926 si è infine piazzato Niccolò Canepa con la Ducati del team satellite Pramac.
Rossi guida la classifica iridata con 212 punti davanti a Lorenzo (187), Stoner (150) e Pedrosa (141). Proprio il dualismo con lo spagnolo Lorenzo, suo compagno di squadra alla Yamaha e fresco di rinnovo del contratto, ha creato in questi giorni più di una perplessità al campione di Tavullia sul suo futuro e sul rapporto con la casa giapponese. «È un po' di anni che le case hanno un solo top rider in squadra. Io dovrò decidere cosa fare nei prossimi anni», sono state le parole del Dottore, che a Indianapolis non aveva nascosto il suo gradimento per la Ducati ed il suo progettista: «Certo che - aveva detto Rossi negli Stati Uniti - vedermi sulla Ducati sarebbe veramente bello per tutti. Anzi voglio fare i complimenti a Filippo Preziosi perchè secondo me è un vero genio». La Yamaha ha due piloti forti e questo è ovviamente molto producente per la casa perchè è a vantaggio anche nel campionato costruttori, però, è il ragionamento di Rossi, «è più rischioso per i piloti. Per l'anno prossimo ho il contratto già firmato - aveva ribadito - poi dovrò decidere cosa fare». La Ducati, che si trova ancora a gestire il «problema Stoner» - che in teoria dovrebbe rientrare nel prossimo Gp del Portogallo a Estoril - l'anno prossimo avrebbe in scadenza anche il contratto dell'australiano. Non è quindi impossibile iniziare a pensare di vedere in Motogp, magari dal 2011, un pilota italiano su una moto italiana.