La Fiorentina di Prandelli si gioca a Lione la possibilità di passare agli ottavi con una giornata di anticipo
Barcellona-Inter, atto secondo. Dopo lo 0-0 dell'andata a San Siro il Camp Nou attende i campioni d'Italia per la partita di cartello della serata di Champions League. Una gara condita da ritorni e incroci eccellenti (Ibrahimovic e Maxwell da una parte, Eto'o e Motta dall'altra). In più un elemento inedito e di grande interesse: un piccola, clamorosa occasione per i nerazzurri, in caso di vittoria, di eliminare i campioni d'Europa in carica (se il Rubin Kazan batterà la Dinamo Kiev). Un mix di aspettative ed emozioni che renderanno alquanto tesa l'atmosfera per Pep Guardiola, che potrà comunque contare sullo spettacolare pubblico di casa, sempre pronto a incitare i suoi beniamini per 90 minuti. «Con Ibra o senza Ibra, con Messi o senza Messi, sarà una partita vera», sentenzia invece, sicuro, Josè Mourinho, rafforzato dalla fulminante prestazione dei suoi a Bologna. Una squadra che non aspetta altro che levarsi di dosso il bollino dell'incompatibilità con l'Europa: quale momento migliore di uno scontro diretto con i campioni in carica? Sembrava dovessero dominarlo loro questo girone, Barcellona e Inter. E invece Rubin Kazan e Dinamo Kiev hanno dimostrato di essere all'altezza della situazione e l'equilibrio regna sovrano. In vetta, in classifica, ci sono i nerazzurri (6 punti), Rubin e Barcellona a 5, Dinamo Kiev 4. Tutto è ancora da giocare. Mourinho getterà nella mischia la migliore formazione possibile con Chivu, Samuel, Lucio e Maicon in difesa, Cambiasso, Zanetti e Stankovic a centrocampo, Sneijder dietro le punte Eto'o e Milito. Nel Barca Ibra giocherà, mentre Messi si accomoderà in panchina. L'occasione può essere davvero ghiotta, storica. Se poi la Fiorentina vincesse (passerebbe subito agli ottavi), per le italiane, a dispetto dello scorso anno, potrebbe davvero aprirsi una nuova fase. (M. Do.)