Per reagire subito allo scivolone in campionato, contro il Napoli, la Juventus non poteva trovare sulla sua strada avversario migliore. Il Maccabi, che di punti e gol non ne ha fatti con nessuno, non ha fatto eccezione e i bianconeri, senza brillare e senza fare troppa fatica, hanno evaso la pratica con il minimo sindacale. Finisce 1-0 per gli uomini di Ferrara, che controllano la gara senza quasi mai rischiare e senza neanche preoccuparsi di spingere sull'acceleratore. Quanto basta per restare saldamente al secondo posto del girone, dietro le spalle di un Bordeaux già qualificato dopo il 2-0 rifilato al Bayern a Monaco.
Basta, dunque, il talento puro a fare la differenza. Nelle fila della Juve ce n'è da vendere. Diego conferma la sua capacità di metterlo a servizio della squadra. Sulla fascia di Camoranesi si snodano tutte le migliori azioni bianconere, soprattutto nel primo tempo, prima del calo dell'argentino. E il gol del vantaggio, allo scadere di un primo tempo comunque dominato , arriva proprio da lì. Diego cerca e trova Caceres che a sua volta pesca Camoranesi che di destro infila la porta israeliana. Nella ripresa il gioco è più arioso, dai piedi di Diego parte sempre l'inizitiva che viene però vanificata dalla scarsa vena di Amauri. Il Maccabi fatica a passare la metà campo: qui la Juve è rocciosa, con Felipe Melo e Poulsen che stroncano sul nascere la manovra israeliana per quel poco che i padroni di casa riescono a proporre dopo una prima fase di solo contenimento. L'unica occasione israeliana esalta le doti di Gigi Buffon, che con scatto felino sventa la conclusione di Keitan alla mezz'ora, la palla più nitida, l'unica davvero pericolosa. Il resto è ordinaria amministrazione, anche quando l'attacco viene rimpolpato. E sostanzialmente la gara non offre più fremiti.
Kakà torna a casa e prova a spaventare il Milan. Ci riesce , in sostanza, solo per 20', poi i rossoneri entrano in partita. Il confronto di San Siro non assomiglia, per emozioni, a quello del Bernabeu, che peraltro ha costituito, per la squadra di Leonardo, la svolta in positivo della stagione. Eppure la gara ha vissuto fasi di grande intensità con un Milan costretto a rimontare il gol di Benzema, al 29', segnato in sospetta posizione di fuorigioco. Sul tiro di Kakà, Dida non trattiene e il nazionale francese non fallisce la grande opportunità. Pochi minuti ed ecco che un braccio galeotto di Pepe si oppone al tentativo di cross di Zambrotta. È area piena. Calcio di rigore. Ronaldinho, fino a quel momento senza infamia e senza lode, sfoga tutta la sua rabbia con una perfetta esecuzione sulla quale Casillas può solo stare a guardare. A Pato viene annullato un gol che trascina con sé molti dubbi sulla presunta irregolarità. Dubbi che nemmeno la moviola riesce a fugare totalmente. Due squadre comunque a trazione decisamente anteriore, votate alla vana ricerca del gol di qualità. Nella ripresa grande moivimento ma ritmi che inevitabilmente calano alla distanza. L'ingresso in campo dei killer europei, Inzaghi e Raul serve solo a scuotere due squadre che finiscono per annullarsi. Leonardo è soddisfatto di questo Milan. Pellegrini, senza Cristiano Ronaldo, incassa un pari che è una sorta di assicurazione, a breve, per il suo futuro. Milan e Real Madrid andranno a giocarsi con il Marsiglia (6-1 in scioltezza con lo Zurigo) la qualificazione al turno successivo. Per il resto è stata una serata all'insegna della nostalgia. Striscioni e applausi per Kakà, un giocatore che il Milan ha spinto verso la Spagna. Il brasiliano ha cercato più volte il gol dell'ex ma si è soprattutto sacrificato, sul piano tattico, per la squadra. La solita faccia pulita, più attenta alle esigenze di scuderia che alla soddisfazione del suo legittimo narcisismo.
Negli altri gironi:
Besiktas-Wolfsburg 0-3
Manchester United-CSKA Mosca 3-3
Apoel Nicosia-Porto 0-1
Chelsea-Atletico Madrid 2-2