Negli occhi rimane (anche) un quarto d'ora nel quale l'Italia ha letteralmente messo sotto il Sudafrica campione del mondo. Ma questo, naturalmente, non basta: un inizio sciagurato e un secondo tempo nel quale si è fatta sentire pure la fatica consegnano agli azzurri l'ennesima sconfitta. Non era con gli Springboks che si poteva ragionevolmente pensare di interrompere la serie negativa (arrivata adesso a 13 incontri persi di seguito). Però, in un Stadio Friuli con oltre 30mila spettatori ci troviamo a portare a casa un 32-10 (primo tempo 12-7) che non può certo lasciare soddisfatti.
I problemi rimangono, così come resta un dato di fatto: la mischia azzurra si conferma tra le più forti al mondo, anche se stavolta nel secondo tempo ha pagato qualcosa alla stanchezza. Oggi uno dei problemi più evidenti è venuto dai calci. Solo due su 5 sono andati a segno, e anche nei calci di spostamento si sono visti diversi errori. Altri sbagli si sono aggiunti qua e là in varie fasi di gioco. Una somma di episodi che hanno influito sulle proporzioni del risultato finale.
D'altronde, bisogna considerare sempre il valore dell'avversario: un Sudafrica un po' appannato, ma comunque efficace, con un gioco fatto di rilanci al piede, presenza sulla palla e ottime accelerazioni con frecce di prima grandezza: dal mediano di mischia Du Preez all'ala Habana, per citare i due che stavolta ci hanno fatto più male.
L'avvio della gara è stato vicino al disastro. Un placcaggio inutile di Favaro su Du Preez senza palla ci ha condannato subito a 10 minuti di inferiorità numerica, nei quali Habana ha marcato la prima meta, frutto di una bella manovra degli Springboks e di qualche indecisione azzurra nei placcaggi. Al quarto d'ora arrivava la seconda segnatura, con la partenza di Kirchner dalla propria metà campo e un'azione che fluiva veloce fino alla meta di Fourie. Italia in ginocchio, con problemi in difesa e una tattica totalmente inadeguata: ci si limitava a calciare senza andare in pressione sul "ricevitore" avversario; di meglio gli ospiti non potevano chiedere.
Dopo i primi 20 minuti, però, con l'aiuto di alcune mischie chiuse cambiavano il modo di giocare e l'atteggiamento degli azzurri. Prima una punizione guadagnata con gli avanti, poi una mischia rubata, un fraseggio Parisse-Zanni con il numero 6 friulano fermato a un metro dalla meta. Dopo un piazzato e un drop falliti da Gower, lo stesso mediano di apertura azzurro - su azione da touche - ha trovato un bel movimento e ha aperto un varco per Garcia. Meta azzurra e "Friuli" al settimo cielo. L'Italia - più propositiva anche in attacco - era in grado di insistere e, dopo un'iniziativa di Sgarbi fermata irregolarmente, McLean provava il piazzato: niente da fare nemmeno per l'estremo. Tra gli Springboks era Steyn a non sembrare in giornata con i calci (tre errori su quattro per lui nel primo tempo) e si andava al riposo sul 12-7.
Al 10' della ripresa la mischia si è esibita in un'altra spinta devastante e ha costretto il Sudafrica al fallo: calcio facile, ma McLean sbagliava ancora. Da lì in poi, gli ospiti hanno ripreso in mano la gara. Al quarto d'ora si sono assicurati di fatto il risultato con l'azione più bella della partita: splendida iniziativa del terza linea Roussow lungo l'out e poi ovale all'interno per i trequarti Fourie e Habana fino alla meta del mediano di mischia Du Preez. Lo stesso numero 9 ha ispirato la quarta e ultima meta degli Springboks, partendo da una rimessa laterale e aprendo per Olivier, che andava a segnare.
Alla fine i soliti ragionamenti su bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti, buone cose ed errori evitabili, necessità di lavorare per fare progressi. Intanto, però, si fa strada un imperativo per sabato prossimo: a questo punto contro Samoa, che pure ci sopravanza nel ranking mondiale, vincere è obbligatorio.
LA PARTITA
Italia-Sudafrica 10-32 (primo tempo 7-12)
Per l'Italia: 1 meta (Garcia), 1 calcio piazzato e una trasformazione (Gower).
Per il Sudafrica: 4 mete (Habana, Fourie, Du Preez, Oliver), 2 calci piazzati (M. Steyn),
3 trasformazioni (2 M. Steyn, 1 Pienaar).
Calci fermi: Gower 2 su 3, McLean 0 su 2; Steyn 4 su 7, Pienaar 1 su 1.
Cartellino giallo a Favaro.