Finora il punteggio più alto è della russa Ludmila Privivkova (78) davanti alla danese Madeleine Dupont (73,5). Non è una classifica sportiva ma un concorso di bellezza: Miss Curling 2010, il sondaggio lanciato da Lucio Rizzica su Sky. Ecco il lato glamour di uno sport che a Torino 2006 incuriosì e appassionò migliaia d'italiani. Perché anche il popolo del curling vuole la sua Barbie, con tanti saluti alla ben più famosa Lindsey Vonn dello sci alpino. Le squadre azzurre sono assenti a Vancouver ma poco importa. In Canada c'è tifo da stadio per le squadre di casa che sono quelle da battere, anche se le ragazze hanno appena perso la finalissima con la Svezia, mentre gli uomini devono ancora affrontare la Norvegia per l'oro.
Seimila spettatori hanno assistito al primo scontro tra Canada e Norvegia nei turni preliminari. Al Vancouver Olympic Centre si è alzata perfino la ola. Il divertimento è assicurato. Se ne sono già viste di tutti i colori: soprattutto quei pantaloni a rombi bianchi, rossi e blu dei norvegesi, definiti scherzosamente dei pagliacci dagli svedesi. Bando ai giullari però: bisogna far scivolare sul ghiaccio una pietra liscia e rotonda verso il centro di un bersaglio. Lucidità, calma e precisione.
Bagarre o fair play?
Serve il massimo silenzio al momento di lanciare la pietra, tranne quando il tifo abbandona il fair play che tradizionalmente accompagna questo sport. La Dupont (sarà lei la Miss?), distratta da cori e schiamazzi sulle tribune, nei giorni scorsi ha fallito due colpi decisivi contro il Canada, tanto da piangere per il nervoso. Probabilmente si è infiltrato qualche appassionato di hockey a sobillare il palazzo del ghiaccio. Per qualcun altro il curling favorisce il relax e la meditazione. Domandatelo agli operatori di borsa americani, ipnotizzati dalle partite trasmesse dalla Cnbc dopo la chiusura di Wall Street. Il curling è piaciuto anche a un ex mostro della velocità come Carl Lewis.
Il campo di gioco
Le origini della disciplina risalgono al XVI secolo in Scozia, dove ha sede la Federazione mondiale. Dopo la prima apparizione olimpica nel 1924 a Chamonix, il curling è rimasto fuori del programma ufficiale fino a Nagano nel 1998. Il campo di gioco è un rettangolo ghiacciato lungo 44 metri e mezzo; ogni squadra conta quattro giocatori, più la riserva, che si alternano a lanciare una pietra rotonda (stone) di granito levigato di circa venti kg, con una maniglia sulla parte superiore. Una partita comprende dieci mani con otto lanci complessivi per ciascuna squadra in ogni mano. Il quarto lanciatore (skip) è anche il tattico: quando non è impegnato al tiro, indica la traiettoria migliore ai compagni.
La tecnica di lancio
Il termine curling deriva dal modo di lanciare la pietra, con una rotazione (curl) verso l'interno o l'esterno, impressa alla maniglia prima di mollare la presa e far scivolare la boccia di granito sul ghiaccio. Poi possono intervenire due compagni armati di particolari scope: spazzare il ghiaccio davanti alla pietra, mentre questa viaggia verso il bersaglio, serve a regolare la sua velocità e traiettoria. La spazzata crea un sottile strato d'acqua che diminuisce l'attrito. Bisogna avvicinarsi il più possibile al centro del bersaglio oppure bocciare i tiri avversari, giocando di precisione o potenza, proprio come nelle bocce.
Il punteggio
Solo una squadra può collezionare punti alla fine di una mano: quella che vanta la pietra più vicina al centro del bersaglio, conquistando un punto per ogni pietra che si trova davanti a quella avversaria meglio piazzata. In caso di parità dopo le dieci serie di lanci, si procede con delle manche supplementari. Un'ultima curiosità: i giocatori indossano due scarpe diverse. Una con la suola rigida per appoggiarsi alla staffa che serve per la spinta e la seconda con una suola liscia per scivolare sul ghiaccio, tenendo la pietra con la maniglia fino al momento del lancio vero e proprio.
Le foto delle stelle del curling femminile
Le olimpiadi in tempo reale / Curling