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Intel toglie i veli a Penryn, il primo chip con le nanotecnologie

di Gianni Rusconi

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27 gennaio 2007


Lo scorso maggio il Ceo di Intel, Paul Otellini, presentava alla stampa internazionale le strategie di prodotto per il 2007 e per il 2008 e in quell’occasione accennò più o meno a chiare lettere all’avvento dei microchip multi-core di nuova generazione, basati cioè su tecnologie di produzione a 45 nanometri. Otto mesi fa il colosso dei processori per pc anticipò inoltre i nomi in codice, Penryn e Wolfdale, di quelli che sarebbero state le nuove Cpu per notebook, desktop e server costruite intorno a un’innovativa microarchitettura (Nehalem, evoluzione dell’attuale piattaforma Core) e con avanzati processi di manufacturing. Giovedì, nel quartier generale di Santa Clara, questi processori hanno visto la luce in gran segreto e si preparano a contraddistinguere l’ennesima nuova era del personal computing.

I nuovi transistor: con il metallo più prestazioni e minori consumi
A Mark Bohr, Senior Fellow e capo del Logic Technology Development Group, Intel ha affidato il compito di presentare la nuova famiglia di processori Penryn, che entreranno in produzione sin dalla seconda metà di quest’anno per arrivare alla “mass production” (in tre distinte fabbriche, due negli Usa e una in Israele) entro il primo semestre del 2008 . Il succo di quest’annuncio è nei componenti che stanno alla base dei transistor e più precisamente nell’introduzione della tecnologia High-k, che va a sfruttare elementi di metallo appoggiati al substrato di silicio per migliorare le prestazioni e ridurre le dispersioni di energia del transistor stesso. Con il conseguente avvento dei processi di produzione Cmos a 45 nanometri, il colosso californiano si prende così il merito di aprire ufficialmente, prima degli altri, una nuova frontiera in un settore che dal 1960 in poi, anno in cui debuttò la tecnologia Mos, ha conosciuto un percorso innovativo formidabile, cavalcando appieno la celeberrima legge di Moore (Gordon Moore fu uno dei co-fondatori di Intel).
Rispetto all’attuale tecnologia di processo a 65 nm, la produzione a 45 nm basata sull’utilizzo dei nuovi transistor High-k porterà a detta di Intel benefici sostanziali in termini di densità del transistor stesso, caratteristica che ne permetterà l’ulteriore riduzione dimensionale, riduzioni dei consumi di energia nell’ordine del 30% per l’alimentazione del componente e velocità di switching superiori del 20%. L’ennesima rivoluzione nei processori per pc targata Intel ha un fine evidente: dare al mercato un segno tangibile della valenza dell’architettura multi-core all’insegna di prestazioni sempre più spinte e consumi sempre più contenuti. Le Cpu Penryn in versione dual e quadri-processore equipaggeranno server, workstation, pc desktop e computer portatili e supporteranno in toto le peculiarità di Windows Vista (ma anche di Mac OS X e Linux).

Anche Amd e Ibm imboccano la nuova strada sui transistor
Se Intel ha rotto ufficialmente il ghiaccio annunciando l’avvento del metallo in combinazione con il silicio (che rimane il componente chiave per i microchip) nei transistor, anche Ibm e Advanced Micro Devices sono in procinto di rendere pubblici i rispettivi piani per l’adozione di transistor che prevedono l’utilizzo di componenti ad alta conduzione elettrica, il fondamento della tecnologia High-k. La rivoluzione tecnologica di cui sopra non sarà quindi una prerogativa esclusiva della casa di Santa Clara, nonostante da Intel abbiano già rivendicato il fatto di essere molto più avanti delle due rivali, anche in proiezione dell’avvento prossimo venturo dei chip a 32 nanometri. Ibm e Amd, dal canto loro, che già lavorano fianco a fianco per lo sviluppo a venire del processore Cell impiegato Playstation 3, confermano le intenzioni di unire le forze per poter sfruttare i nuovi “transistor in metallo” nelle Cpu prodotte con tecnologia di processo a 45 nm a partire dal 2008. La battaglia per la supremazia nell’industria dei microprocessori è quindi prossima a vivere un nuovo capitolo.

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