Dal Belgio arriva un brusco stop per Google News, il raccoglitore automatico di notizie del motore di ricerca più famoso del mondo: la Corte d’appello di Bruxelles ha diffidato Google dal diffondere articoli e fotografie dei giornali locali belgi, confermando una sentenza emessa lo scorso settembre. A far esplodere il caso è stata una denuncia presentata nel marzo 2006 da Copiepresse, la società che gestisce i diritti degli editori belgi della stampa quotidiana in lingua francese e tedesca. Il gruppo ha accusato Google di diffondere notizie senza autorizzazione, in violazione delle leggi sui diritti editoriali e d'autore. Google News, un programma nato nel 2002 e presente in una trentina di paesi, raggruppa infatti per settore e argomento un’enorme quantità di articoli presenti sul web, permettendo ai lettori di raggiungerli con un semplice click. Il servizio non è mai piaciuto agli editori di mezzo mondo, che hanno accusato Google di aumentare il proprio traffico (e quindi le entrate pubblicitarie), sfruttando il lavoro altrui. Copiepresse l’anno scorso è passata all’azione, con la richiesta di un rimborso di 2 milioni di euro al giorno in caso di inosservanza del divieto. La corte d'appello ha però stabilito che l’azienda di Mountain View dovrà pagare solo 25.000 euro al giorno. Gli editori belgi hanno comunque manifestato l’intenzione di chiedere il risarcimento dei danni per tutti i 139 giorni in cui Google News ha continuato ad ospitare gli articoli dei propri associati nonostante una prima diffida , il che equivarrebbe a circa 4 milioni di euro. La sentenza non significa però la fine di Google News in Belgio: il portale di informazione potrà continuare a “linkare”gli articoli dei mass media belgi (eccetto ovviamente quelli associati a Copiepresse) anche senza esplicita autorizzazione, e sarà costretta a rimuoverli solo in caso di un’esplicita diffida via mail. Google presenterà comunque appello anche contro questa sentenza, mentre Copiepresse ha minacciato di trascinare in tribunale anche Yahoo! e Microsoft, che ospitano servizi similari. Il caso in Belgio è stato seguito con particolare attenzione dall'agenzia France Presse, che ha presentato un'analoga denuncia contro Google negli Stati Uniti nel 2005.