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Toshiba Computer a passo doppio in Italia. Pensando anche a Linux

di Gianni Rusconi

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23 aprile 2007

Photogallery:tutte le novità Toshiba


"Siamo cresciuti in modo consistente in un mercato che ha registrato tassi di sviluppo inferiori alle aspettative, in cui la guerra per la market share si fa spesso e volentieri sul prezzo, un requisito che non è prioritario per Toshiba".
Nelle parole di Luigi Cattaneo, Country Manager per l'Italia della Divisione Computer Systems della società nipponica, c'è tutto l'orgoglio per aver riportato un brand storico dei computer portatili ai livelli di qualche anno addietro e per giocarsi il futuro all'insegna di una strategia (contraddistinta dallo slogan "Leading Innovation") che promette agli utenti, consumer e business, servizi e prodotti di qualità superiore alla media. I risultati che la filiale italiana (che con Spagna e Portogallo ha dato vita alla Regione Mediterraneo in Toshiba Europe) può mettere in campo sono in effetti importanti: il fatturato dell'esercizio fiscale 2006 terminato al 31 marzo è stato di 245 milioni di euro, in salita del 3% rispetto all'anno precedente, mentre è del 17% il balzo in avanti alla voce unità vendute: oltre 312mila in totale, che sono valse alla multinazionale asiatica il 14% del mercato (dati Sirmi), la terza dopo Acer e Hp, che insieme arrivano a coprire circa il 50% della domanda di pc portatili in Italia. Risultati importanti, ha precisato Cattaneo, perché migliori delle medie di mercato e, soprattutto, coincidenti con una più che discreta marginalità.

Toshiba in Italia fa quindi utili nei computer e li fa anche grazie a un ricco corredo di accessori (borse e periferiche di vario genere, camcorder e lettori Mp3 compresi), che vende in parallelo, per complessivi circa 10 milioni di euro di entrate, ai notebook delle famiglia Tecra, Satellite, Portégé e Qosmio. Il 2006, inoltre, ha visto il debutto a catalogo dei videoproiettori ereditati dalla Divisione Consumer e, da febbraio, dei nuovi smartphone basati sulla piattaforma Windows Mobile di Microsoft. Le basi per proseguire ulteriormente la corsa ci sono quindi tutte ed è lo stesso Cattaneo a riassumerle in previsioni: "puntiamo a crescere ancora sugli stessi livelli del 2006, sia in volume che in valore, posizionandoci nella fascia medio alta dei vari segmenti che andiamo a coprire. Dove focalizzeremo i nostri sforzi? In particolare sull'utenza business, dove siamo il quarto fornitore in Italia. Il comparto Smb, però, è molto condizionato dalla pressione sui prezzi alla distribuzione, dove si è arrivati a quotazioni inferiori ai 400 euro (Iva esclusa, ndr) e quindi il nostro impegno sul canale, verso i circa 16.000 rivenditori con i quali abbiamo attive relazioni, dovrà essere ancora maggiore, al pari degli investimenti messi a budget per le iniziative di marketing, che saliranno nell'ordine dei cinque milioni di euro".

In attesa delle necessarie verifiche del campo, al mercato, in sostanza, Toshiba invia un "messaggio" molto esplicito che si articola su due linee guida, rivendicate come uniche e distintive: prodotti di elevato profilo con il plus dichiarato della robustezza, dell'affidabilità ("il failure rate dei notebook Toshiba – ha sottolineato ancora Cattaneo - è dello 0,6% rispetto allo 0,9% medio di tutti i produttori") e dell'essere conformi alle normative europee in termini di impatto ambientale e una strategia commerciale che ha nell'assistenza post vendita un fiore all'occhiello per garantire tempi di riconsegna delle macchine soggette a riparazione entro i cinque giorni. La strategia sulla carta è chiara e, ammissione ufficiale di Cattaneo, presto potrebbe avere un'ulteriore freccia nel proprio arco, Linux: "ai notebook basati su sistema operativo open source ci stiamo pensando, ne stiamo parlando con la Corporation e stiamo valutando attentamente le esigenze che arrivano dalla domanda. È un business potenziale a cui non possiamo e vogliamo chiudere la porta in faccia".

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