Dopo l'accordo raggiunto negli scorsi mesi con Novell, distributrice del programma open source Suse Linux, Microsoft pareva aver stabilito una sorta di tregua con il mondo del software libero, dopo anni di battaglie giudiziarie. Oggi però la società di Redmond sembra essere intenzionata a rompere questo fragile armistizio: il numero uno dei legali della multinazionale, Brad Smith, ha dichiarato in un'intervista al settimanale americano Fortune che i prodotti open source violano ben 235 patenti di proprietà di Microsoft. In particolare il software Linux Kernel (il cuore del sistema operativo Linux) ne infrangerebbe 43 e il suo sistema di interfaccia altri 65. Altre 45 violazioni sarebbero causate da OpenOffice.org, una suite di software open source simile a Microsoft Office, e altri prodotti "liberi" circa altri 83. Microsoft comunque non sembra per ora intenzionata a dar vita a nuove battaglie legali, quanto piuttosto a ottenere delle royalties dalle grandi imprese mondiali, che in larga misura utilizzano i software open source. La società fondata da Bill Gates ha recentemente concluso accordi di questo tipo con Xerox e Samsung, e le dichiarazioni del suo legale possono perciò essere probabilmente interpretate come una sorta di "pressante" invito verso nomi del calibro di Sony, IBm, Philips e Red Hat.