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Ecco come saranno le reti in fibra ottica di domani. Firmato Infinera

di Gianni Rusconi

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12 ottobre 2007

VIDEO: Guarda come funzionano le reti ottiche

Ha sede a Sunnyvale, poco lontano dal quartier generale della Advanced Micro Devices, nel cuore della Silicon Valley, in California. È un esempio (di successo) di start up nata per volontà di un fondo di investimento (lo stesso che vanta partecipazioni in Amazon ed eBay) nel 2000, in pieno periodo di depressione post scoppio della bolla "net economy" e lo scorso giugno è sbarcata sui listini del Nasdaq, per un valore di Borsa che oggi supera il miliardo di dollari. È una realtà di 640 dipendenti (di cui 100 stanziati a Banagalore) che ha conosciuto ritmi di crescita vertiginosi e non solo nel volume d'affari (i 29 milioni di dollari del 2005 sono diventati 146 milioni nel 2006) e ha chiuso il secondo trimestre fiscale 2007, il primo da "public company", con risultati (non Gaap) di 69 milioni di dollari alla voce fatturato (triplo rispetto al consuntivo di fine giugno 2006), un margine operativo lordo del 37% e profitti netti (escludendo spese di compensazione e rivalutazione delle azioni) per 2,7 milioni, pari a 1,10 dollari per singola azione. La compagnia è Infinera, un fornitore all'avanguardia nel campo dei sistemi di Digital Optical Networking, gli apparati che operano nel cuore dei backbone delle grandi società di telecomunicazioni e dei service provider (oltre i 30 gli operatori serviti nel mondo dalla società) e sono deputati a gestire il traffico Internet su scala mondiale. E che nel caso specifico rispondono a una filosofia architetturale che mira al trasporto di più servizi su qualsiasi infrastruttura ottica.

Velocità di trasporto dati fino a 100 Gigabit al secondo
Infinera si presenta oggi sul mercato con un'etichetta prestigiosa, affibbiatele dagli addetti ai lavori, quella di "Intel della fibra ottica". E questo perché nei laboratori della società si stanno sviluppando tecnologie per le comunicazioni su fibra ottica che ricordano (per innovazione tecnologica e potenziali impatti sull'intera industria) ciò che il più grande produttore di processori fece 30 anni fa per il desktop computing. La carta che si sta giocando Infinera per diventare un fornitore leader nell'ambito delle infrastrutture di rete è un circuito integrato fotonico (denominato Pic, Photonic integrated circuits) ad alta densità che all'interno di una coppia di chip al fosfuro di indio (e non di silicio, come nelle Cpu per pc), in cui convergono le funzionalità di oltre 60 componenti ottici discreti, può erogare capacità di trasmissione e ricezione dei dati fino a 100 Gigabit al secondo. Un sistema che assicura velocità di trasmissione sulle reti ottiche 10 volte superiori a quelle dei tradizionali apparati e che promette quindi di rivoluzionare completamente le modalità con le quali gestire il traffico Internet (servizi, accessi, download di contenuti) sulle dorsali dei carrier telco. Oggi gli apparati della società sono utilizzati in oltre 28 reti ottiche in tutto il mondo, per una portata aggregata superiore ai 150.000 km di fibra: numeri destinati a crescere sensibilmente e in modo proporzionale alla capacità di produzione dei chip (in continuo aumento) della fabbrica Infinera di Sunnyvale.

"Un mercato dalle enormi potenzialità di sviluppo"
Delle strategie di Infinera e degli ulteriori sviluppi che segneranno la nuova era delle comunicazioni via rete ottica l'edizione on line del Sole24ore ne ha chiesto conto a Rick Dodd, Senior Director of Product marketing della società californiana. "Operiamo in un mercato – ha così esordito Dodd – dalle potenzialità di sviluppo enormi: oggi il business degli apparati per le infrastrutture di rete vale circa 12 miliardi di dollari, l'aumento esponenziale della capacità di banda necessaria a supportare le attività Internet e l'offerta di servizi Web 2.0 lo farà crescere a ritmi molto molto sostenuti". Ma perché i giganti del settore telco dovrebbero privilegiare una start up (fondata da due ex top manager impiegati nell'industria dei sistemi e della componentistica di rete) alle varie Alcatel, Ericsson, Marconi e via dicendo? "La nostra specificità – ha spiegato in tal senso Dodd – è nella possibilità di servire interconnessioni open-standard che permettano agli operatori di reti ottiche multi-vendor di trasportare servizi da un qualsiasi punto della rete a un altro. Abbiamo brevettato una tecnologia digitale di modulazione dei segnali che si distingue sostanzialmente da quelle proprietarie analogiche dei nostri concorrenti con l'obiettivo di standardizzare il servizio e disaccoppiarlo dalla sottostante lunghezza d'onda. Facilitando enormemente l'aggiunta di nuovi nodi sull'infrastruttura di rete esistente e con benefici che per l'operatore si traducono in minori costi di infrastruttura e di gestione operativa del network, maggiore capacità di banda e opportunità di new business che si moltiplicano". In concreto, ciò che Infinera è convinta di assicurare a carrier telco, operatori via cavo e Internet service provider (uno dei maggiori Isp europei, Interoute, ha adottato i sistemi Pic per il proprio backbone in fibra) sono soluzioni volte a realizzare reti ottiche capaci di operare in modo semplice e con un time-to-service più rapido nei confronti dell'utente finale. La precisazione di cui sopra di Dodd va infatti inquadrata in quella che l'azienda ha battezzato come la nuova fase della propria architettura di Digital Optical Networking, che prevede l'integrazione di amplificatori ottici a semiconduttore nei circuiti integrati fotonici. Evoluzione che ha due finalità, fra loro complementari: mettere le reti nella condizione di trasmettere centinaia di lunghezze d'onda su di un'unica fibra o realizzare senza ingenti investimenti nuovi backbone con capacità "multi-terabit" basati sugli impianti in fibra ottica esistenti. E per Infinera si aprirebbero a questo punto infinite possibilità di sviluppo: "oggi siamo già fornitori di riferimento di molti operatori con una copertura sovranazionale e oltre l'80% del nostro business deriva dalle vendite di sistemi negli Stati Uniti. Per il futuro guardiamo con grande fiducia al mercato europeo e dell'area Asia Pacific e ad interlocutori che lavorano su larga scala nell'ambito dei servizi video su Ip e del Web hosting o che, come alcune grandi multinazionali, necessitano di estese capacità di banda per supportare le proprie attività di business in Rete".

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