Alcuni addetti ai lavori statunitensi hanno commentato la notizia definendo "ironica" la differenza di approccio fra Stati Uniti ed Europa in tema di tecnologie per la distribuzione digitale di musica e video. Oltreoceano la Riaa fa da anni la voce grossa contro chi mette le canzoni in Rete a disposizioni di tutti e sul Drm, il lucchetto elettronico "inventato" per contrastare il fenomeno del peer-to-peer, sono ancora in tanti (major discografiche in primis) ad avere una visione conservatrice - di mera protezione si potrebbe dire - di come vendere contenuti protetti da diritto d'autore. L'Unione Europea, invece, guarda avanti e l'investimento di 15 milioni di euro (questa la notizia) ufficializzato ieri per finanziare un progetto chiamato "P2P-Next" - in cui confluiscono oltre 20 soggetti fra partner industriali, media company e istituti di ricerca - ne è solo l'ultima conferma.
Il progetto in questione, come recita il comunicato del consorzio, è volto a sviluppare un sistema di distribuzione di "Internet television" di nuova generazione il cui cuore tecnologico altro non è che una versione open source evoluta di Tribler, una versione client di BitTorrent, uno dei programmi più popolari per il download (illegale) di contenuti dal Web.
A rendere la notizia ancora più "curiosa", secondo alcuni noti blogger americani, è la presenza fra i partner di P2P-Next (c'è anche l'European Broadcasting Union) di un colosso dei media come l'inglese Bbc, un perfetto esponente cioè di quell'industria che tanta opposizione ha fatto nei confronti del movimento peer-to-peer. C'è però una, logica, spiegazione. Circa la metà degli utenti di BitTorrent scaricano on line non solo canzoni ma anche programmi televisivi e il fatto (per un broadcaster come Bbc) di essere parte in causa di un progetto che nasce per diffondere su larga scala contenuti televisivi "live" e on demand in modalità streaming è un'opportunità da non perdere.
Sul piatto, infatti, c'è un'audience di utenti da raggiungere potenzialmente enorme e cavalcando questa ipotesi la stessa Unione Europea sembra credere fermamente al fatto che la strada per monetizzare al meglio la tecnologia P2P non è quella di combatterla ma bensì quella di "sfruttarla" per distribuire e far condividere (legalmente) contenuti di entertainment a un pubblico di massa. La compatibilità del nuovo sistema con BitTorrent, per quanto mascherata, ha tutta l'aria di essere un passaggio obbligato sebbene i diretti interessati abbiano sconfessato ufficialmente tale ipotesi e che i tool in via di sviluppo sono pensati ad uso e consumo degli operatori televisivi e di chi entrerà ex novo nel mercato della futura Tv via streaming. Il fine, si dice, a volte giustifica i mezzi.