Le buone idee fanno chiarezza. Nella loro esuberanza le buone idee generano contraddizioni. La democrazia è una buona idea. Decidendo che l'autorità del governo viene dal consenso dei governati, i cittadini vedono il governo come loro servitore. Invece, la prima cosa che le democrazie fanno è insediarsi in edifici monumentali che indicano come dentro non ci siano servitori ma padroni. E la seconda cosa che fanno è generare le stesse democrazie che, sì, trattano i cittadini come pari, ma tutti come "spine nel fianco". I cittadini, che guardano alla democrazia con idealismo e speranza, si fanno cinici. E così la frase «il nostro governo» è diventata amara nelle loro bocche.
Anche l'internet è una grande idea. Migliora l'efficienza, ma incoraggia anche divagazioni discorsive che si possono trascinare per ore. Facilita i rapporti personali, ma anche l'aggregazione di enormi folle di persone che si esprimono e giocano. Permette a tutti di avere accessi paritari, ma tende anche a concentrarsi attorno a punti a elevato traffico.
Paradossalmente questi due sistemi – la democrazia e internet – sono decisamente simili. Ma internet nel suo ruolo di motore di connessioni può contribuire a superare la disaffezione rispetto ai nostri governi democratici. Possiamo considerare la democrazia sia come sistema di governance che come sistema sociale. Come sistema di governance, un governo democratico fornisce servizi ai cittadini e i cittadini indirizzano il loro governo. Come espressione sociale la democrazia è l'espressione di che tipo di creature noi cittadini siamo, e come ci mettiamo insieme. Internet sta migliorando la capacità della democrazia di governare in alcuni modi ovvii. Ha le potenzialità per trasformare la democrazia verso un sistema sociale anche se gli effetti sono a volte difficili da osservare.
Internet fa ai meccanismi della governance ciò che i computer in rete hanno fatto ai sistemi meccanici. Il fatto che i bit si muovono molto più facilmente della carta di fatto aumenta la reattività del governo. E il fatto che noi possiamo mettere le informazioni a disposizione dei cittadini piuttosto che insistere che i cittadini si procurino le informazioni significa che i cittadini sono favoriti. E significa anche che i governi possono risparmiare soldi, uno dei pochi valori universali.
Ma queste modifiche si applicano a tutte le forme di governo. Il contributo specifico della rete alla governance democratica si concretizza nel modo in cui i cittadini possono indirizzare il loro governo. I cittadini non possono indirizzare il governo se questo è una scatola nera a cui nessuno ha accesso, e ovviamente internet rende i governi più trasparenti. Non solo possiamo cliccare alla ricerca di notizie senza limiti, ma possiamo anche confrontarci con chiunque per comprendere quello che leggiamo. Possiamo farlo in maniera informale attraverso mailing list o blog, ma anche più formalmente con forum di discussione e wiki fatti apposta per discutere tematiche di governo.
Possiamo anche comunicare più facilmente al governo le nostre esigenze. L'esempio standard negli Stati Uniti è la possibilità di mandare un messaggio per segnalare un buco in una strada (è scoraggiante il fatto che questa possibilità non sia stata ancora istituzionalizzata). Ma questo si limita a sostituire una telefonata con un testo scritto. Molto più interessanti sono le nuove tecniche non disponibili prima di internet. Per esempio il "crowdsourcing" utilizza la piramide caratteristica della democrazia rappresentativa con grandi benefici. Il blog del Tpm ha chiesto a migliaia di lettori di leggere una piccola parte delle 3mila pagine di un documento pubblicato dal dipartimento Usa alla Giustizia nell'ambito di un'inchiesta su un possibile scandalo.
Ai lettori veniva chiesto di segnalare qualsiasi elemento sospetto trovassero nella montagna di dati. In una sola notte la folla ("crowd") ha scovato elementi che un solo reporter avrebbe scoperto dopo giorni e giorni di lavoro. Di certo il crowdsourcing può avere effetti rischiosi: l'Amministrazione Bush a un certo punto ha incoraggiato i cittadini a segnalare «attività sospette» dei propri vicini, un tipo di crowdsourcing che rischiava di erodere la fiducia alla base della convivenza civile.
Internet aiuterà le democrazie a governare meglio. Ma il maggior impatto di internet sulla democrazia sarà probabilmente sul tipo dei nostri legami sociali. Nella migliore delle ipotesi potrà ridurre la disaffezione che ci fa sentire il governo da noi stessi eletto non come davvero nostro. Proprio perché internet è disegnata per essere nostra.
Il senso di appartenenza che internet genera in noi proviene dallo stesso disegno tecnico che rende la rete così in linea con gli ideali democratici. Uno dei principi originari del web – il principio end-to-end – permette laddove possibile che le decisioni su servizi e funzioni da fornire siano lasciate agli utenti piuttosto che essere costruite nella stessa internet. È per questo che internet non ha nessun motore di ricerca o filtro anti-spam già connesso. La rete è stata semplicemente realizzata con l'obiettivo di portare tutti i tipi di informazioni.
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