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Windows 7, ecco come sarà l'erede di Vista

di Luca Figini e Mario Cianflone

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8 APRILE 2008
Speciale Vista

Microsoft potrebbe accelerare i tempi del rilascio del sistema operativo che succederà al non troppo fortunato Vista. Bill Gates a margine di un convegno si è lasciato scappare un'affermazione pesante: «Windows 7 ci sarà per il 2009 più o meno». La frase è sibillina ed è molto probabile che l'ex big boss di Microsoft si riferisse a una qualche versione di anteprima. Windows 7 conosciuto anche come Seven e con i nomi in codice Blackcomb e Vienna. Tra le caratteristiche ci sarà l'abbandono dell'attuale interfaccia basata sul pulsante start usato dai tempi di Windows 95, un supporto per i display touch e, si spera, la risoluzione di molti problemi. Windows 7 infatti dovrebbe essere leggero, agile e più facile da usare.

Windows 7 si è già ritrovato al centro della bagarre sulla data del suo debutto. Alcune voci dei soliti siti web bene informati lo volevano pronto dal prossimo anno. Troppo presto: sarebbe stato come alzare bandiera bianca per Microsoft. Così è stato Gates in persona a gelare gli animi.

Il prossimo Windows, che segue la versione 6 ovvero Vista, non arriverà prima del 2010 e proporrà numerose novità.

Solo che, scorrendo la lista di interventi che l'azienda di Redmond ha in ballo per la 7, si ha l'impressione di un déjà vu. Sì, perché questa edizione implementerà gran parte delle innovazioni tecnologiche che erano state sbandierate per Vista, e poi messe in disparte. Motivo: Microsoft aveva preferito adottare un approccio più conservatore al fine di non rivoluzionare eccessivamente quello che sarebbe stato il successore di XP. Ma ora è tempo di una rivoluzione, di scuotere il mercato e di introdurre architetture che superino la diffidenza accumulata da Vista. Ecco, quindi, che si scopre come un gruppo di lavoro interno all'azienda non aveva mai interrotto lo sviluppo di tecnologie che sembravano abbandonate.
L'insieme di questi, e di altri moduli, va a formare Windows 7. Per esempio, questo sarà completamente sviluppato utilizzando la piattaforma Microsoft .Net introdotta ormai da qualche anno nelle suite dedicate ai programmatori. Si tratta di un passaggio fondamentale perché garantirà una struttura più flessibile al sistema operativo, ma obbligherà a inserire un emulatore per assicurare la compatibilità con i software in commercio.

Vista garantisce in modo nativo il funzionamento degli applicativi per XP. La scelta di .Net va a vantaggio di innovazioni più profonde, che scuotono Windows dalle radici. Così sarà possibile inserire un nuovo Desktop Window Manager (già presente in Vista) che supera il concetto di pulsante Start e propone menu interattivi che si adattano al contesto, oltre a essere arricchiti da effetti grafici ancora più curati. Non solo, stando a quanto emerge dalle prime informazioni disponibili, Windows 7 sarà dotato di una innovativa interfaccia "touch" che permetterà di selezionare le funzioni disponibili appoggiando le dita sullo schermo. Lo scopo è di assicurare una maggiore facilità e intuitività d'uso. Ancora: la 7 potrebbe trarre vantaggio anche da WinFS.
Si tratta di un file system per il disco fisso completamente diverso da quello impiegato da Vista. Organizzerà i file in una sorta di database evoluto, perciò per trovare un elemento sull'hard disk sarà possibile eseguire ricerche approfondite oppure interagire in modo più naturale, facendo vere e proprie domande al sistema operativo. Inoltre, sarà possibile correlare tra loro file secondo schemi logici. Tutti questi elementi sarebbero dovuti essere già a bordo di Vista: il loro sviluppo era già stato iniziato con Longhorn nel 2003, ovvero l'antenato dell'attuale versione del sistema operativo.
Andando più a fondo, Windows 7 potrà contare su un nucleo inedito (kernel). Anche in questo caso, l'obiettivo è di migliorare l'efficienza minimizzando il numero di file caricati in memoria, al fine di ridurre l'occupazione fissa. Maggiore attenzione alla sicurezza e alla stabilità del sistema sarà conferita da una gestione diversa delle applicazioni attive. Queste verranno inserite in una sorta di recinto che le separa dal cuore di Windows: in caso di problemi di funzionamento o di blocchi, basterà cancellare lo spazio in memoria dedicato al programma senza intaccare il resto dell'ambiente. Altri miglioramenti diffusi dovrebbero riguardare la gestione del risparmio energetico, riducendo ulteriormente i consumi variando in modo più efficiente il regime di funzionamento della CPU, e la possibilità nativa di controllare più schede grafiche contemporaneamente togliendo l'attuale vincolo che prevede chip dello stesso tipo. Infine, Windows 7 dovrebbe garantire il passaggio tra le varie connessioni wireless (rete cellulare, Wi-Fi e Wimax) in modo trasparente senza bloccare la navigazione Web. Ma è un mondo così lontano? Non troppo distante, a dire il vero.

La prima versione dimostrativa di Windows 7 è stata distribuita lo scorso gennaio da Microsoft a una serie di partner selezionati. Si chiama Milestone 1 (M1) proprio a indicare che è un'edizione puramente dimostrativa che dovrebbe indicare solo le traiettorie principali di sviluppo. Nelle prossime settimane sarà rilasciata la M2, ma bisognerà attendere forse l'inizio del 2009 per avere la M3. Le Milestone lasceranno il posto alle versioni beta, quelle che hanno già una struttura semi definitiva e su cui gli sviluppatori intervengono per correggere malfunzionamenti, problemi di compatibilità ed grossolani errori nel codice. Dpo alcune di queste relase (di solito sono tre o al massimo quattro) si giungerà alle RC (Release Candidate), cioè al sistema operativo sostanzialmente definitivo.   CONTINUA ...»

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