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Spam, un compleanno da non festeggiare: 30 anni di mail spazzatura

di Daniele Lepido

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30 aprile 2008

C'era una volta lo spam, la spazzatura digitale. Un nome che deriva da una gag del Monty Python's Flying Circus, la serie comica trasmessa dalla Bbc tra il 1969 e il 1974 e che richiama la metafora di una scatoletta di carne (lo spam, appunto) servita in tutte le salse agli sfortunati protagonisti dello sketch.
Oggi spam significa una valanga di email che inonda la posta elettronica di 1,3 miliardi di persone nel mondo, gli utenti del cyberspazio secondo Internet World Stats. I risultati sono quasi tutti negativi. Quasi perché il tempo perso a cancellare le profferte di ardimentose signorine, medicamenti miracolosi e jackpot milionari, sono una valida attenuante all'involontaria eliminazione di un messaggio.
«Scusa – si dice al collega – ma la tua mail non mi è arrivata perché, probabilmente, è stata bloccata dal filtro anti-spam».
C'era una volta e c'è, ogni giorno di più, lo spam. Che compie trent'anni proprio il 3 maggio. Un compleanno da non festeggiare ma che può servire a tracciare la storia di un fenomeno. Secondo gli annali digitali il primo spammer della storia sarebbe stato un americano: Gary Thuerk, venditore della Digital Equipment Corporation, la famosa Dec, società che negli anni 60-70 del secolo scorso costruiva computer grandi come armadi anche se si chiamavano microcomputer sui quali iniziarono a girare anche i primi videogiochi (per esempio Spacewar sul Pdp-1, nel 1962).
Per pubblicizzare alcuni nuovi prodotti della Dec, lo zelante Gary spedì a 393 persone un messaggio spazzatura, quando ancora Internet non esisteva e al suo posto c'era Arpanet, il network messo in piedi della Difesa americana considerato la "madre" del web. La reazione dei 393 non fu molto diversa da quella che, ancora oggi, ha qualsiasi destinatario di una mail non richiesta: biasimo e riprovazione, anche da parte dagli amministratori della rete, che richiamarono all'ordine l'indisciplinato utente.
Secondo le stime di Ferris Research, la spesa complessiva della guerra contro lo spam ammonterà per l'anno in corso a 140 miliardi di euro. Una cifra che, con ogni probabilità, Mr. Thuerk nemmeno s'immaginava

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