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Brunetta: «I dipendenti pubblici fannulloni vanno licenzati»

di Nicoletta Cottone

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12 maggio 2008+
Il neo ministro Renato Brunetta
Sul lavoro flessibile vince la disinformazione

Tolleranza zero con i dipendenti pubblici fannulloni: «semplicemente vanno licenziati». Il neo ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta intervenuto al Forum P.A. inaugurato a Roma, promette una rivoluzione tecnologica nella Pubblica amministrazione, ma dichiara guerra a chi prende uno stipendio senza lavorare. Per il ministro già ci sono le leggi che consentono di farlo. «C'è la cassa integrazione e c'è il licenziamento, solo che non sono mai stati utilizzati. Ma il clima del paese è cambiato. È un miracolo che la Pubblica amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come gli incentivi e disincentivi, premi e punizioni. In queste condizioni un'azienda privata avrebbe già chiuso». Stop, poi, alla carta nella pubblica amministrazione, anche le pagelle scolastiche saranno online.

Promette una rivoluzione tecnologica Renato Brunetta, secondo il quale la banda larga e l'Ict devono far superare «senza ritorno» ogni barriera fisica nel giro di un anno, un anno mezzo. Un taglio deciso alle montagne di carta che invadono la Pubblica amministrazione: «non ci dovrà più essere la documentazione cartacea», promette il ministro, «le pagelle dovranno essere lette su internet, basta pagelle di carta». L'Italia, insomma, seguirebbe la via britannica, visto che oltremanica il Governo ha annunciato a gennaio di mettere in rete i voti degli alunni per consentire entro 2 anni ai genitori di seguire giorno dopo giorno l'andamento scolastico dei figli. Brunetta non esita, quindi, a parlare di una «rivoluzione con la quale la carta dovrà progressivamente sparire per essere sostituita dall'elettronica». Alleati gli uffici postali, le farmacie, le tabaccherie, perché «chi ha una rete possiede un tesoro. Se sapremo cambiare potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi».

Il piano per riformare la Pubblica amministrazione è ambizioso, ma Brunetta assicura di non avere «la sindrome di Napoleone», perché per fare le riforme c'è bisogno del consenso del Paese. «Non penso di essere Napoleone - ha detto Brunetta - ma sono un bravo professore che da 30 anni studia queste cose. Penso di avere la consapevolezza, l'umiltà e la determinazione per fare bene, ma da solo non potrò fare nulla. Ho bisogno del consenso del Paese, degli stakeholders e di quelli che mi hanno preceduto».

La Pubblica amministrazione, ha detto Brunetta, deve guardare meno a se stessa e più ai bisogni dei cittadini. «Per fare questo, la Pubblica amministrazione deve funzionare, essere incentivata e non dobbiamo perdere tempo a guardarci l'ombelico. La stella polare sono i bisogni e gli interessi di cittadini, famiglie e imprese, soprattutto dei più deboli come gli anziani. Se fa questo, la Pubblica amministrazione sarà bene orientata, altrimenti sarà marginalizzata». Promette un approccio liberale e senza pregiudizi, «aperto al confronto con quanti siano disposti a condividere l'esigenza del cambiamento. Penso ad alcuni amici: Nicola Rossi, Pietro Ichino, Franco Bassanini, Maurizio Sacconi e a tutti i portatori di interesse: famiglie, imprese, consumatori, reti, individuali e organizzati».

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