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Black out a Milano: sfiorata la paralisi di internet al Nord

di Giuseppe Caravita

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7 Maggio 2008

L'Internet italiana non è fragile, è fragilissima. E se n'è avuta l'altroieri la prova tangibile. È bastato che, intorno alle 18,00 di lunedì, per un banale black out saltasse la centralina elettrica del complesso uffici di via Caldera, a Milano, perché il 60% del traffico di una rete che ormai coinvolge il 70% delle imprese e un italiano su tre si azzerasse di colpo per oltre un'ora e mezza, causa il blocco del Mix (Milan Internet Exchange), il nodo che interconnette la grande maggioranza dei gestori (oltre cinquanta, da Telecom Italia a Fastweb fino a Vodafone) e che li fa "parlare" tra loro.

Non solo quindi un blocco temporaneo di alcuni siti di grandi quotidiani (come il Corriere e il Sole 24 Ore) gestiti dalla Infracom Network Application (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) anch'essa situata nel complesso di via Caldera, ma qualcosa di ben più vasto e grave. Il malfunzionamento dei sistemi di continuità sia della Infracom che del Mix ha generato il blocco, e nel caso del secondo il rallentamento marcato dell'intera rete nazionale. Compresi siti web residenti a chilometri da Via Caldera.
Un campanello d'allarme, quindi. L'internet italiana, centralizzata per il 60% su un solo punto di interscambio consortile rischia di diventare un autentico pericolo. Non solo per il traffico dati generico ma anche per connessioni sensibili come quelle professionali, aziendali, persino finanziarie.

«È un problema di cui siamo perfettamente consci e su cui stiamo lavorando da tempo – dice Joy Marino, amministratore delegato del Mix e uno dei fondatori dell'internet italiana - ai nostri associati abbiamo da tempo proposto l'apertura di un secondo nodo, di sicurezza. Ma finora non siamo riusciti a ottenere il consenso necessario all'investimento».
L'ideale sarebbe un secondo Mix (o equivalente) a Roma. Dove opera il Namex, un altro consorzio di interscambio dati (guidato dal Garr universitario) ma più piccolo e separato dal nodo milanese. Purtroppo però il connubio Mix-Namex negli anni scorsi non è decollato, per piccole contese reciproche. E il risultato è un'internet italiana pericolosamente sbilanciata su un solo crocevia, tenuto a stecchetto dai suoi promotori. Una situazione di fragilità che non ha riscontro in nessun Paese avanzato.

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