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Libri online, Google trova l'accordo con editori e autori

di Luca Salvioli

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27 gennaio 2008

L'inserzione è apparsa oggi sul Wall Street Journal. Google si rivolge ad autori, editori e dententori di copyright di libri o altre opere scritte proponendo, di fatto, un accordo commerciale per mettere online le loro opere. E per risolvere una vicenda legale che si trascina da tre anni per l'utilizzo delle opere digitalizzate e messe online con il servizio «Google Books». Il tentativo è di far nascere un modello di business per l'editoria digitale allontanandosi, allo stesso tempo, dalle aule dei Tribunali. L'azienda parla di «accordo senza precedenti»; non c'è dubbio che si tratti di una svolta importante. Le Associazioni degli autori ed editori americani nel 2005 avevano intentato una class action contro Mountain View per l'utilizzo di materiale protetto da copyright. L'accordo, al vaglio del Tribunale che deciderà a maggio di quest'anno, consentirà di rendere accessibili online - per il momento solo negli Stati Uniti - milioni di libri e altri testi scritti appartenenti alle raccolte di diverse tra le principali biblioteche americane che aderiscono al servizio.

Come funziona? Fino ad oggi Google Books, lanciato nel 2004 sotto il nome di «Google Print», permette di avere un accesso digitale ai libri scansiti dal motore di ricerca. Esistono diverse modalità di accesso. Per i libri coperti da diritto d'autore ancora in commercio, e dunque stampati, sono disponibili solo alcune pagine e informazioni. Chi avesse un dubbio su una citazione di un'opera, per fare un esempio, va sul sito e inserisce il titolo nella ricerca. Se la pagina è tra quelle disponibili, può evitare di andare in biblioteca o di acquistarlo; basta scorrere il file fino al punto prescelto. Le pagine disponibili non possono essere stampate o salvate come copia. I link laterali indicano i negozi online che permettono invece l'acquisto. Diverso il discorso per i libri non protetti da copyright: già oggi possono essere letti, scaricati e stampati.

Come cambierà? Il servizio è stato contestato sin dalla sua nascita per le presunte violazioni del copyright. Tre anni fa, l'associazione degli autori americani «Authors Guild», l'associazione degli editori americani Aap e un altro gruppo di autori ed editori intentarono una class action contro «Google Books». Google ha rimandato l'accusa al mittente e posto le basi per un accordo, risalente a fine ottobre, soggetto ora all'approvazione della U.S. District Court per il Southern District di New York, che deciderà a maggio di quest'anno. Se darà il via libera le novità riguarderanno i libri fuori stampa, e, se permesso dai detentori del diritto d'autore, anche quelli ancora in stampa pubblicati entro e non oltre il 5 gennaio 2009. Google potrà vendere l'accesso ai libri e registrarsi al proprio database digitale, inserire la pubblicità nelle pagine e fare altri usi commerciali dei libri. I detentori dei diritti potranno comunque in seguito cambiare i termini dell'accesso agli utenti. Il motore di ricerca garantirà il 63% dei ricavi agli autori. Avverrà mediante la creazione di un «Book Rights Registry» no-profit appositamente creato, che terrà traccia dei titolari dei diritti, raccogliendo e gestendo informazioni sugli stessi e consentendo loro di richiedere l'inclusione o l'esclusione dal progetto. Secondo i termini dell'accordo, Google effettuerà uno stanziamento di 125 milioni di dollari e saranno utilizzati per la costituzione del Book Rights Registry, per la risoluzione delle vertenze esistenti e la copertura delle spese legali.

E in Italia? Le novità riguardano solo il servizio negli Usa e non la declinazione italiana. Anche i cittadini non residenti negli Stati Uniti, però, possono avere interesse nell'accordo. Google spiega che sussiste quando «il libro è stato pubblicato negli Stati Uniti», oppure non è stato pubblicato negli Stati Uniti ma il Paese dell'interessato «ha relazioni di copyright con gli Stati Uniti perché è un membro della Convenzione di Berna», oppure «il Paese aveva relazioni di copyright con gli Stati Uniti al tempo della pubblicazione del Libro». «Mi sembra un accordo molto intessante - spiega Laura Turini, avvocato esperta di internet e proprietà intellettuale - sia per gli autori che per i privati. I primi vengono pagati da Google, mentre i secondi beneficiano di un incentivo alla diffusione del sapere». Non stupisce che l'accordo nasca negli Stati Uniti «dove c'è un forte senso del diritto d'autore, molto più che in Italia». Il punto è che sarebbe una soluzione «che allenta la morsa del diritto d'autore aprendo la strada ad una modalità di diffusione delle informazioni online che comunque garantisce ai detentori delle opere una remunerazione».

27 gennaio 2008
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