In gergo internettiano si chiamano "user generated content" o ancora meglio "buzz" e sono l'insieme di post, commenti, opinioni e quant'altro che i navigatori della Rete scrivono su blog, forum e gruppi di discussione on line. Un insieme di contenuti che - se debitamente misurati e analizzati - diventano uno strumento importante, se non imprescindibile, per le aziende al momento di pianificare piani marketing o campagne pubblicitarie. In questo scenario Nielsen Online ha annunciato ieri alla stampa la disponibilità per il mercato italiano di BuzzMetrics, servizio (nato circa 10 anni fa negli Stati Uniti e già attivo dal 2007 in alcuni Paesi europei) che permette di analizzare il cosiddetto "passaparola on line" e di rilevare per esempio la risonanza sul Web di fenomeni mediatici molto popolari, come il Festival di Sanremo o il Grande Fratello.
Ascoltare, attraverso strumenti adeguati e una buona dose di competenza, la voce dei consumatori in Rete è un'attività che le aziende non possono più evitare di intraprendere e tale concetto lo ha sottolineato a chiare lettere anche Luca Bordin, Managing Director di Nielsen Online. Facendo un esempio concreto: "i nostri dati – dice infatti Bordini - ci dicono che sempre più persone frequentano community, blog e social network. Nel mondo a dicembre 2008 erano oltre 240 milioni, di cui 16 milioni solo in Italia, e ciò che colpisce è il tempo che queste persone, nel 34% dei casi con un'età compresa tra i 35 e i 49 anni, vi dedicano: nel nostro Paese una media di oltre tre ore e mezza al mese per utente". Un altro dato emerso dalla presentazione di BuzzMetric, estratto dall'Osservatorio Multicanalità 2008 (redatto da Nielsen, Connexia e Politecnico di Milano), riguarda l'elevato livello di interazione dei consumatori sul media digitale che più si presta a ospitarne liberamente le "conversazioni". Se al 10% degli italiani (con più di 14 anni) piace partecipare attivamente alle discussioni on line su prodotti e servizi, a leggerle è quasi il 30%. Per un utente che scrive post e commenti in Rete, ve ne sono dunque due che li prendono in considerazione, alimentando per l'appunto il circolo virtuoso (e in alcuni casi vizioso per il brand preso di mira) del passaparola.
BuzzMetrics ha quindi il compito di indicizzare le fonti sulle quali i consumatori interagiscono attivamente, andando a individuare in tempo reale i commenti che riguardano un marchio, un prodotto o un determinato argomento di interesse. Una misurazione, assicurano da Nielsen, sia qualitativa che quantitativa, che si fonda sulla disponibilità di piattaforme tecnologiche capaci di setacciare milioni fra blog e forum su scala mondiale (al momento il "controllo" dei siti di social network è in fase di test) e di analizzare il "come" si parla del tal brand o del tal personaggio. Per delinearne, in definitiva, il grado di reputazione in essere fra gli utenti del cyberspazio. La funzione di BuzzMetrics, in termini operativi, è quella di "comprendere" secondo vari parametri i dati destrutturati che compongono il buzz e di elaborare report facilmente interpretabili a supporto delle strategie di marketing. Con il vantaggio, per le aziende, di averli in tempi rapidi e di evitare la possibile dispersione legata a un'attività di "search" artigianale.