Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity, Cadie: un acronimo magari difficile da memorizzare (nella sua estensione) ma che rappresenta una delle nuove frontiere del World wide Web. Quello messo a punto da un piccolo gruppo di ricerca di Google è una tecnologia – lo si legge nell'annuncio pubblicato on line dalla società di Mountain View - per la risoluzione dei problemi di apprendimento per rinforzo. Stiamo parlando cioè di problemi complessi nell'ambito della rete neurale, del linguaggio naturale e della risoluzione autonoma dei problemi.
Di un "sistema", tecnicamente un cluster operativo azionato per la prima volta e per pochi istanti la scorsa notte, di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale. Cadie appunto. Google non entra nei dettagli di come opera l'entità cognitiva e di come verrà applicata a tutto l'universo dei suoi servizi ma anticipa come nei prossimi mesi gli utenti potranno aspettarsi di notare la sua influenza su varie "property" del suo network. La vita sul Web, insomma, cambierà ancora, drasticamente.
La tecnologia, dice ancora la nota, verrà immessa sul mercato con prudenza e tanto per capire di cosa stiamo concretamente parlando ecco un esempio di cosa è stato sperimentato nelle scorse ore: da una veloce scansione del segmento visivo del social Web, Cadie ha dedotto una serie di principi di design telematico da cui ha ricavato una pagina Internet vera e propria. Il lavoro di sviluppo, conclude Google, è però solo all'inizio e i bachi da risolvere numerosi ma a quanto si può solo intuire si tratta di un "viaggio" che farà storia. Peccato che tutto sia andato in scena il primo aprile: a Mountain View hanno pensato a qualcosa di rivoluzionario (cinque anni fa, proprio nel giorno delle bufale per antonomasia, veniva annunciato il servizio Gmail con un Gbyte di spazio utile per singola casella di posta elettronica) per prendere tanti pesci nella rete…