Se ne parla da tempo, ancora prima che l'ultima trimestrale di Microsoft rivelasse qualche (sospetta, per altro) crepa nel bilancio sempre molto positivo del gigante del software. Come verrà accolto dal mercato Windows 7? Il nuovo sistema operativo saprà affermarsi da subito, cancellare i problemi di Vista e ridare fiato alla corsa agli utili della società di Redmond? Il dibattito è quanto mai aperto e al coro di illustri pareri si è aggiunta nel fine settimana la voce di Dell, il secondo produttore al mondo di personal computer. Uno degli executive dell'area marketing della casa texana, in un'intervista rilasciata a un noto sito specializzato americano, ha infatti evidenziato come i costi di "Seven" sono potenzialmente un ostacolo per la sua adozione da parte di una certa categoria di utenti, sebbene il nuovo Windows sia meglio del predecessore (Vista) sotto vari altri aspetti. Il manager di Dell (Darrel Ward, responsabile del product management all'interno del "business client product group") solleva quindi un dubbio circa un possibile minor interesse per il sistema operativo adducendone la causa al prezzo medio di vendita al consumo delle sue varie versioni, superiore a quelli di Vista e Xp. L'appunto mosso indirettamente a Microsoft non è da poco: in una situazione di recessione, questa la tesi, credere che l'aumento dei prezzi di listino – e il riferimento va probabilmente anche probabilmente ai costi di licenza che il colosso di Redmond "impone" ai produttori di computer - possa non nuocere sui volumi di vendita è ingenuo.
Secondo Dell, in parole povere, il fatto che Windows 7 Professional verrà proposto (come sembra) con un prezzo superiore rispetto a Windows Vista Business andrà a generare turbative sulla domanda dell'utenza professionale, mentre tanto il mondo dell'education quanto quello governativo potrebbero non assorbire facilmente i costi aggiuntivi delle versioni loro destinate (senza dimenticare il fee che Microsoft chiederà per l'upgrade a Seven di Windows Xp). E lo stesso problema potrebbe riguardare anche le piccole imprese, che potrebbero quindi ritardarne l'acquisto. L'executive pone quindi degli interrogativi leciti e di sostanza ma sottolinea anche come le aspettative per Seven siano molto maggiori rispetto a quelle un tempo indirizzate a Windows Vista, anche sotto il profilo dei servizi creati ad hoc per supportare la diffusione del nuovo sistema operativo nelle aziende. Windows 7 gode in definitiva di maggior credito rispetto al suo predecessore e per molti clienti business costituisce la soluzione adeguata per abbandonare (magari non del tutto, sfruttando per esempio la possibilità di utilizzarlo su macchine virtuali con l'opzione "mode") la tanto apprezzata piattaforma Xp. Microsoft, con Seven, ha seminato bene – meglio di quanto non fatto con Vista e non solo sotto il profilo tecnico del prodotto – ma rimangono alcune incognite a livello di ecosistema: i produttori di pc, i grandi distributori, i retailer sapranno venderlo ai prezzi decisi a tavolino da Redmond?