Facebook diventa sempre più globale. Dopo l'americana Microsoft, il magnate di Hong Kong Li Ka-shing e i tedeschi Samwer ieri è stata la volta del gruppo russo Digital Sky Technologies (Dst). L'operazione prevede un investimento di 200 milioni di dollari per rilevare una quota pari all'1,96% delle azioni privilegiate.
La conferma ufficiale offre un'altra indicazione indiretta. Facebook viene valutato complessivamente dall'operazione 10 miliardi di dollari con una svalutazione di oltre il 30% rispetto a due anni fa. Nel 2007, infatti, Microsoft investì 240 milioni per l'1,6% del capitale valorizzando la società 15 miliardi di dollari, ben 5 miliardi più di oggi.
L'investimento dell'ottantenne Li Ka-shing, presidente di Cheung Kong Holdings e di Hutchison Whampoa, fu più ridotto: 60 milioni di dollari. Qualche tempo dopo arrivò l'ingresso dei fratelli Samwer, che hanno investito in diverse società internet, con un impegno di 10-15 milioni.
Il fondatore del social network più famoso al mondo, Mark Zuckerberg, ha ora piazzato un nuovo colpo magistrale siglando l'accordo con i russi della Dst. In una congiuntura di mercato di difficile interpretazione e con la pubblicità in internet ai minimi storici, Zuckerberg ha trovato il modo per ricapitalizzare l'azienda senza cedere troppo a livello di capitale sociale.
Il gruppo russo sarà trattato come gli altri azionisti: nessuna rappresenza nel consiglio di amministrazione (controllato per i tre quinti dal fondatore) e nessun diritto speciale. Nonostante questo l'impegno finanziario potrebbe crescere già entro il 2009. Dst ha, infatti, in programma di offrire altri 100 milioni di dollari per rilevare questa volta una quota di azioni ordinarie di Facebook, che saranno cedute dagli attuali azionisti. Maggiori dettagli su questo progetto, secondo quanto è stato comunicato ieri, saranno resi noti durante la prossima estate.
«Diverse società ci hanno contattati, ma Dst si distingueva per la prospettiva globale che è in grado di apportare, sostenuta dalla crescita e da risultati finanziari impressionanti dei suoi investimenti in internet» ha commentato Zuckerberg.
Il fondatore risponde così con l'accordo alle critiche di molti azionisti sulla mancata quotazione in Borsa prima della crisi finanziaria. La scorsa primavera alcuni azionisti avevano cercato di vendere le proprie quote a prezzi da sconto con una valorizzazione della società sotto i 5 miliardi di dollari. L'operazione allora non andò in porto e forse ora gli azionisti che volevano uscire dall'affare Facebook sono tutto sommato soddisfatti di quell'insuccesso considerato il valore che in piena crisi viene attribuito alla società.