Uno strumento di comunicazione interattiva, che permette di integrare e di fare interagire tra loro
dati di formato differente, attraverso un'interfaccia "touchscreen" personalizzabile e intuitiva. Leggendo questa descrizione si può pensare a due cose: ai cosiddetti totem multimediali collocati in luoghi pubblici (hotel, stazioni, centri commerciali, fiere…) attraverso cui cercare l'informazione desiderata o ai monitor utilizzati nei notiziari televisivi per i servizi di rassegna stampa. Il principio alla base di enVision, questo il nome dello "strumento" in questione, è lo stesso; la sostanza – intesa come possibilità di gestione e personalizzazione dei contenuti digitali – è ben diversa. C'è touch e touch insomma, perché un conto è visualizzare semplici infografiche o visualizzare con il classico "drag and drop" documenti digitali statici (come le prime pagine dei giornali), un altro è poter interagire con essi, attivando per esempio in modo simultaneo i 49 video che costituiscono la facciata di un cubo multimediale creato su misura. La distinzione che caratterizza enVision è proprio in un fattore chiave: la massima interattività d'uso. L'esperienza dell'utente si potrebbe infatti sintetizzare nella possibilità di replicare su grande formato (si pensi a un display da 40 pollici) le funzionalità di navigazione al tocco dell'iPhone, il tutto con una potenza elaborativa enormemente superiore e con una qualità di riproduzione di video e immagini degna di un televisore ad alta definizione.
Il "papà" è vietnamita, lo usano dal Giappone agli Usa
L'idea di enVision è venuta nel 2001 a un signore vietnamita, Hao Le, che ha fondato la Content Interface Corporation (Cic, http://www.contentinterface.com, con sede a Toronto, in Canada) per distribuire in tutto il mondo la sua innovativa creatura tecnologica. Creatura protetta naturalmente da brevetti e che si adatta a gestire virtualmente qualsiasi tipo di contenuto digitale, secondo modalità "comunicative" proprie dell'era digitale. enVision è in sostanza un software che permette di organizzare grandi volumi di file multimediali di qualsiasi formato (convertendoli in Cif, Content interface format) secondo una struttura divulgativa del tutto personalizzabile e facilmente accessibile da parte dei consumatori/utenti. In modalità stand alone o via browser, su un display grande formato come su un pc o uno smartphone collegato a Internet, grazie all'ausilio di un apposito viewer digitale (enLighten) e della tecnologia di video streaming. Che si tratti di una mostra, di un catalogo prodotti o di un programma di informazioni poco importa.
Il segreto di enVision è tutto nel software, nell'essere uno strumento di visualizzazione dei contenuti ad interfaccia unico nel suo genere. Non ha bisogno di chissà quali risorse hardware (un comune pc con pochi Gigabyte di memoria Ram) e si adatta a monitor di qualsiasi produttore. Ha la peculiarità di poter interagire con altri strumenti digitali (per esempio Webcam posizionate in luoghi turistici), con banche dati esterne, centrali di controllo, applicazioni software di terzi, sistemi di localizzazione satellitari, distributori automatici e altro ancora. Il cuore di enVision è quindi la tecnologia touchscreen nell'accezione "vedi e poi tocchi", un approccio che offre libero sfogo alla creatività (di chi progetta i contenuti) e che elimina la necessità di menu esterni, utilizzando il contenuto stesso come interfaccia - completamente gestibile al tocco – per l'utente.
Progetti chiavi in mano a partire da qualche migliaio di euro
L'assonanza con Surface, il computer tavolino multitouch sviluppato da Microsoft, c'è eccome ma una delle prerogative di enVision è quella di essere una piattaforma software del tutto aperta, e non "blindata" alle sole applicazioni preconfigurate come quella messa in campo dal gigante di Redmond. È quindi un prodotto che si presta ad infinite applicazioni – hotel, enti fiera, operatori del retail, del turismo e dei trasporti, luoghi pubblici, spazi espositivi, tour mondo accademico, aziende private – e che porta in dote capacità di comunicazione interattiva decisamente innovative. Di questo ne sono convinti alla International Technology Group (Itg, http://www.itgbox.it/doc/envision.pdf), società milanese attiva nel campo dei servizi aziendali che da inizio 2009 è distributore esclusivo di enVision per l'Italia e la Spagna. Davide Losi, Sales & Marketing Manager di Itg, è certo di avere in portafoglio dote una soluzione all'avanguardia e non si pone limiti per quanto riguarda i settori potenzialmente interessati alla piattaforma, che verrà proposta sia in licenza d'uso (software, tecnologia touchscreen e servizi) che sottoforma di pacchetto comprensivo dell'hardware (pc e display) da poter affittare. "La prima apparizione pubblica di enVision in Italia – ha spiegato Losi – è stata alla Bit, dove abbiamo preparato un'installazione per il Comune di Milano. Ora siamo impegnati su grandi progetti che riguardano il mondo automotive e quello finanziario e stiamo lavorando a supporto di iniziative di marketing di alcune aziende multinazionali. I costi? Si parte da progetti chiavi in mano da qualche migliaio di euro a salire, mentre l'acquisizione della licenza del software di base richiede un investimento di circa 20mila euro. Dipende dall'utilizzo che se ne vuole fare: la tecnologia è consolidata e permette qualsiasi tipo di personalizzazione dei contenuti proposti. Descriverlo a parole non rende l'idea, ma basta vederlo all'opera per coglierne le capacità e le opportunità. Che sono realmente illimitate".