Una querelle legale contrappone il colosso canadese Research in motion (Rim) e Visto Corporation
Una litigata "tecnologica" portata avanti a colpi di cause e brevetti, che coinvolge uno degli status symbol della telefonia mobile: il Blackberry. Una guerra legale finita nei tribunali di mezzo mondo, a spasso tra Canada, Stati Uniti ed Europa, e ancora nelle corti di Londra e Düsseldorf, solo per fare qualche esempio. Con un fronte caldo aperto anche in Italia, prima a Milano e Torino e poi a Roma, dove il 28 maggio si è tenuta una prima udienza che però si è conclusa con un altro nulla fatto, rimandando un eventuale giudizio nei prossimi mesi.
È questa la querelle che contrappone il colosso canadese Research in motion (Rim), l'azienda che produce i famosi Blackberry, e la Visto Corporation, società californiana basata nella Silicon Valley.
Al centro della contesa la tecnologia push mail e tre brevetti europei della Visto che permettono di leggere la posta elettronica sui cellulari, tra le funzioni più apprezzate soprattutto dalla clientela business. Ed ecco il rimpallo di accuse: Visto Corp, difesa in Italia dallo studio Trevisan & Cuonzo, sostiene che Rim avrebbe fatto «un uso indebito» di questa applicazione da lei sviluppata e brevettata. Tesi ovviamente rispedita al mittente dalla Rim.
Un po' di storia: in Italia nel dicembre del 2006 era stata avviata una prima causa "in prevenzione" proprio dalla Rim, assistita dallo studio Lovells, per chiedere al tribunale di Milano di dichiarare che il Blackberry non faceva alcun uso indebito dei brevetti della Visto, né in Italia, né nel resto del Vecchio Continente. Il tribunale, con una sentenza alla quale è stato fatto appello dalla Rim, rigettò la domanda relativa al resto d'Europa e per quanto riguarda l'Italia decise di rimandare la decisione alla nomina di un esperto con il compito di valutare se, eventualmente, vi fosse stata una qualche violazione dei brevetti. Poi il colpo di scena: Visto rinuncia al vecchio patent, quello sul quale stava litigando con la Rim proprio a Milano, e ottiene dall'Ufficio europeo la concessione di tre brevetti divisionali (che derivano da un brevetto "madre") e cerca quindi di aprire un'altra sponda giudiziaria, questa volta presso il tribunale di Torino dove deposita un giudizio d'urgenza chiedendo di dichiarare la violazione dei propri brevetti bloccando la vendita sul mercato italiano dei Blackberry. Richiesta rigettata il 23 dicembre 2008 dal giudice torinese Alfredo Grosso, che pur non si era pronunciato in merito ma aveva dichiarato che non vi erano i presupposti per la tutela d'urgenza, rimandando le parti ad affrontarsi nelle sedi ordinarie.
Ora la vicenda potrebbe avere i primi, interessanti sviluppi proprio partendo dal tribunale di Roma. Il finale di partita, ancora tutto scrivere, potrebbe passare attraverso – ma è solo un'ipotesi – la soluzione dell'accordo extragiudiziale. Lo stesso che la Visto Corp ha raggiunto nel marzo del 2008 con un altro big dell'hi-tech, Microsoft, sempre in merito alla gestione delle email in mobilità.
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