"Normalmente, le joint venture sono a termine. Questa dura da quasi dieci anni". Così Ezio Barbaro, amministratore delegato di Avanade Italy, la joint venture nata nel 2000 frutto di un'alleanza a livello mondiale tra Accenture e Microsoft. Sottesa all'affermazione è "se dopo dieci anni siamo ancora qua, qualche ragione ci sarà". Il fondamento sta nel combinato disposto di competenze di industry, consulenza globale It, tecnologie, brand, sviluppo, risorse (40 mila persone Accenture lavorano su tecnologie Microsoft). A tutto questo possiamo aggiungere che i conti tornano grazie a crescite del 30-40% l'anno, che le tre hanno collaborato, ad oggi, su oltre 4.500 progetti per più di 1.600 clienti e sviluppato oltre 110 soluzioni applicabili sia su settori industriali specifici su settori trasversali ai mercati, che sono state sviluppati circa 6 milioni di mailbox di Microsoft Exchange Server e "migrati" circa tre milioni di mailbox da piattaforme concorrenti a Microsoft Exchange, che i dipendenti continuano ad aumentare (9mila e passa, di cui la metà in India) e che in Italia sono assunti circa 200 neolaureati l'anno. Non a caso, Microsoft ha nominato Avanade e Accenture per il secondo anno consecutivo "partner of the year". In questi dieci anni, Avanade si è trovata a fare i conti con le ere del "fare di più con meno", che tradotto in soldoni vuol dire un'attenzione spasmodica ai costi, e del web 2.0 (il social network, in particolare), con l'evoluzione ("rivoluzione, piuttosto", precisa Barbaro) innestata dalla system integration, con la qualità dell'innovazione che incide sul valore dei servizi, con tanti progetti di grandi dimensioni, soprattutto in area bancaria, con un caso su tutti ("su 500 persone in Italia, 100 lavorano su Monte dei Paschi"), con i progetti consumer (un esempio, l'IpTv su xBox), e per l'area pubblica (il grande progetto targato Inps, per esempio), con il grid e il cloud computing, e via elencando. Tutto bene, dunque? Quasi, il rimpianto grosso è che tutto sia stato drammaticamente rallentato dalla crisi, anzi dalle crisi, quella del 2001,e quella, ancor più grave, che stiamo attraversando. Oggi, i progetti di una certa consistenza, quelli propri di Avanade, vengono rimandati a tempi migliori, oppure si affrontano a "pezzi", oppure, e sono la gran parte, si focalizzano sui clienti (Crm, e affini). "Il volume di business in sé non si è ridotto, pesa sulle attività la richiesta da parte dei clienti di risparmi consistenti nel più breve tempo possibile". Interessante la dinamica delle media imprese italiane, soprattutto di quelle più esposte alla competizione globale, che, e sono più della metà, cercando di dare risposte in termini di innovazione. Pietro Scott Jovane, ad di Microsoft Italia, batte il chiodo sulla produttività aziendale, windows 7 prossimo venturo, su collaboration e tool di strumenti di condivisione e di social networking, di instant messaging, di teleconferencing. Ricorda la disponibilità anche sul mercato italiano della business productivity online suite, un insieme di soluzioni di collaborazione e comunicazione integrata, servizi erogati direttamente dai data center di Microsoft secondo una logica di pay-per-use. A questo proposito, Scott Jovane ricorda che proprio Accenture e Avanade sono stati i primi partner Microsoft a firmare l'accordo per grandi imprese Microsoft Online Services Partner Advisor, che consente loro di offrire servizi It alle organizzazioni che desiderano migrare da soluzioni on-premise alla business productivity online suite di Microsoft.