Secondo una iconografia ormai consolidata, gli italiani sarebbero menefreghisti e superficiali quanto basta, in genere dotati di un senso civico nullo o scarso, gettano cartacce e rifiuti di ogni genere dove capita. Per cui, sapere che si dichiarano preoccupati e anche un po' in colpa per come è ridotto l'ambiente, sorprende piacevolmente. E ancor più piacevole e sorprendente è sapere che gli italiani sono nel mondo quelli che più si adoperano per ridurre il consumo di carta nei processi di stampa. La bella notizia (fatto salvo un piccolo dubbio sulla sincerità di alcune risposte, un classico degli italiani "sondaggiati") è contenuta all'interno di un sondaggio condotto a livello mondiale da Ipsos commissionato da Lexmark International, azienda produttrice di soluzioni e servizi per la stampa, su 10 mila persone intervistate in 21 Paesi. Siccome tutto il mondo è paese, la maggioranza degli intervistati prova un certo senso di colpa per l'impatto ambientale prodotto dall'utilizzo della tecnologia in casa o in ufficio. La causa principale di questo "disagio esistenziale" sta nel fatto che è difficile per chiunque quantificare l'impatto ambientale che produce quando stampa qualcosa. Una cosa è certa: le donne sono molto più consapevoli degli uomini, cosa che determina in loro anche a un maggior senso di colpa. I numeri segnalano aspetti anche curiosi: il 91% degli intervistati preferirebbe riparare un dispositivo tecnologico sotto garanzia piuttosto che buttarlo; l'85% sceglierebbe l'opzione di stampa più ecologica se disponesse di una soluzione "one-click" o "one-push"; l'84% sarebbe più propenso ad acquistare un prodotto da un'azienda che dimostra maggiore responsabilità e attenzione per i processi di riciclo; il 75% si sente in colpa per la stampa di pagine inutili; il 64% ritiene che lo smaltimento delle cartucce d'inchiostro sia la principale causa di inquinamento da stampa. Tutto questo dimostrerebbe, a detta di quelli di Lexmark, che gli utenti hanno bisogno di più formazione, informazione e orientamento su quali siano le migliori pratiche di stampa, in grado di ridurre l'impatto ambientale.
Se si guardano le cose a livello di continenti, si scopre che il 69% degli europei è preoccupato per gli effetti che lo spreco di carta ha sull'ambiente, contro il 78% degli americani. Gli europei dimostrano inoltre minor fiducia nelle pratiche di riciclo delle aziende produttrici. Solo il 37% degli abitanti del vecchio continente ritiene che i produttori facciano la loro parte nelle attività di riciclo, dato inferiore rispetto a circa la metà (46%) degli americani e di una media globale del 39 per cento. Nei 21 paesi esaminati, generalmente le donne sono più sensibili degli uomini nei confronti della salvaguardia dell'ambiente, cosa che le porta a una maggiore propensione ad acquistare da un produttore di tecnologia che adotta programmi di riciclo. Il 71% delle donne ha affermato di sentirsi in colpa quando elimina un dispositivo piuttosto che ripararlo, rispetto a solo il 63% degli uomini.
Come già accennato, la maggior parte degli intervistati ritiene che inchiostro e toner costituiscano la più grande minaccia per l'ambiente, meno della metà (46%) ha capito che in realtà è la carta ad impattare sull'ambiente in modo più significativo. Da qui, la necessità di campagne di educazione e di informazione. Le analisi del ciclo di vita dei prodotti realizzate da Lexmark rilevano infatti che l'impatto maggiore che i processi di stampa hanno sulla carbon footprint deriva dall'uso della carta (47%) rispetto a circa il 10% derivante dal consumo di energia e l'11% dall'utilizzo delle cartucce. La fase di utilizzo di un dispositivo multifunzione a getto d'inchiostro incide per la stragrande maggioranza (68%) sul potenziale totale di riscaldamento globale.
Torniamo infine all'Italia. Lo studio rileva come gli italiani siano tra i cittadini più sensibili alle politiche verdi delle aziende: il 91% infatti sarebbe più propenso ad acquistare un prodotto
da un'azienda che dimostra maggiore responsabilità e attenzione per i processi di riciclo, contro il dato globale dell'84 per cento. L'86% degli italiani inoltre dichiara di sentirsi in colpa quando stampa pagine inutilmente, risultando in questo modo tra i più sensibili a livello mondiale. Il 75%
degli intervistati riconosce le errate abitudini di stampa e, per questo, confessa il proprio
senso di colpa, e molti di essi ritengono che i produttori dovrebbero fare di più per
aiutare e educare gli utenti, mentre solo il 39% degli intervistati ritiene che le aziende
che operano nel settore It mostrino un livello accettabile di responsabilità in materia di riciclo e
smaltimento. In ogni caso, l'impegno a mettere in atto pratiche green da parte
delle aziende produttrici, influenza le decisioni di acquisto (84%).