L'Unione Europea contro le suonerie illegali L'Unione Europea dichiara guerra a chi vende suonerie per cellulari facendolo in modo irregolare. O addirittura illegale. Tanto che ne hanno fatto le spese ben 200 indirizzi Web, che sono stati multati o fatti modificare se non chiudere. Il merito dell'operazione va a Maglena Kuneva, commissario europeo per i consumatori, che ha indetto un'indagine sui Pesi europei. Ci è voluto un anno e mezzo perché si arrivasse ad avere un'idea della situazione. Che è piuttosto grave.
Soprattutto in Italia, dove tra i colpiti dai tentacoli della Ue ci sono aziende del calibro di Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G, Dada, Zed, Fox Mobile e Tuttogratis. I motivi sono informazioni poco chiare sulle condizioni di vendita e sulle tariffe. Ma il Bel Paese non è l'unico ad avere problemi: sui 558 siti analizzati, 54 Url sono stati chiusi e 159 indirizzi hanno dovuto apportare modifiche sostanziali sulle informazioni presenti. Vale a dire che circa il 50 per cento dei siti analizzati sono irregolari, soprattutto nel modo in cui si rivolgevano agli utenti più giovani. Passando poi da quelli che si "dimenticavano" di riportare correttamente le tariffe, magari evitando di citare tutte le tasse e gli addebiti previsti, oppure di mettere bene in chiaro che si stava sottoscrivendo un abbonamento e non l'acquisto di un singolo contenuto. Ma non c'è limite: 399 su 558 siti indicava in modo incompleto i riferimenti dell'azienda che forniva il servizio. Dunque era impossibile avere un recapito per lamentarsi o avere spiegazioni.