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Hp contro Cisco: una sfida
a colpi di acquisizioni

di Gianni Rusconi

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19 NOVEMBRE 2009

Cisco che rilancia la maxi offerta per Tandberg, Hp che si porterà a casa, per 2,7 miliardi di dollari 3Com. Fra scalate tentate o da perfezionare, il mondo del networking, e quello dei sistemi di videoconferenza su Ip, in particolare sta vivendo con qualche tempo di ritardo ciò che nel software è ormai un processo terminato: e cioè un consolidamento del mercato, lato offerta, che riduce sostanzialmente il numero dei player in gioco e restringe a pochi (vendor) il potere di indirizzare le tendenze tecnologiche di un intero segmento.

Cisco vuole Tandberg: una scalata strategica da 3,4 miliardi
Con tutte le differenze del caso, quanto ha fatto Oracle nell'ambito del software aziendale - acquisendo una dietro l'altra le varie Jd Edwards, PeopleSoft, Siebel, Bea Systems e quindi Sun Microsystems - lo ha fatto in questi anni anche Cisco, che ha speso solo quest'anno poco meno di quattro miliardi di dollari (la sola Starent Network, società di servizi wireless, è costata 2,9 miliardi) dopo gli oltre 6,5 miliardi investiti nel 2005 per mettere le mani su Scientific Atlanta. Per la società californiana, dominatrice indiscussa del mercato del networking almeno fino a qualche tempo fa e fra i primi cinque vendor It al mondo (con un giro d'affari di circa 40 miliardi di dollari l'anno), l'obbiettivo imprescindibile è oggi Tandberg, specialista assoluto in materia di soluzioni per la videocomunicazione. Sul piatto ci sono complessivamente 19 miliardi di corone norvegesi, l'equivalente di 3,4 miliardi di dollari (di 400 milioni l'ultimo rilancio), e qualcosa lascia pensare che anche gli azionisti più scettici della scoeità norvegese possano accettare la maxi offerta di Cisco, già avallata da oltre il 40% degli "stockholder" della compagnia il primo ottobre scorso. Ma perché un investimento così vistoso – la nuova offerta scade il primo dicembre - per un'azienda che fattura meno di 250 milioni di dollari a trimestre (234,7 milioni i ricavi dell'ultimo quarter chiuso al 30 settembre in crescita dell'11% rispetto al 2008)? Perché quello degli apparati e dei software per la videoconferenza, lo dicono gli stessi executive di Cisco, è un mercato strategico, in fortissima espansione sia in ambito consumer che in chiave aziendale. Secondo Gartner crescerà infatti a un tasso composito annuo del 17.8% dal 2008 al 2013 per passare dagli attuali 3,8 miliardi di dollari ai previsti 8,6 ed è un mercato in cui Tandberg primeggia con una market share nell'ordine del 35%. La seconda forza di questo segmento, e cioè l'americana Polycom, accreditata di circa il 30% della domanda, in caso di buon fine della scalata rimarrebbe l'unica a giocare di fatto da "pure player": per quanto ancora, si chiedono sin d'ora alcuni analisti?

Hp: per 3Com investiti 2,7 miliardi
Detto che Ericsson ha ufficializzato in questi giorni quanto già annunciato a fine luglio – alla casa svedese vanno per 1,13 miliardi di dollari gli asset nordamericani relativi alle reti Cdma e Lte di Nortel (la divisione Enterprise Solutions della società canadese, quella che produce soluzioni di comunicazione per le aziende, se l'è assicurata Avaya) – la notizia "clou" degli ultimi giorni riguarda ovviamente la scalata di Hewlett-Packard a 3Com. La casa californiana metterà sul piatto 2,7 miliardi di dollari (la transazione si chiuderà nella prima metà del 2010) per fare propri gli asset di uno dei principali produttori di apparati di rete e per rafforzare a vari livelli un'offerta che guarda caso denunciava qualche carenza proprio nell'ambito delle soluzioni di videoconferenza via Internet. Che sia un'operazione di rilancio della sfida a Cisco e un passo che acuirà la competizione fra le due compagnie pare abbastanza scontato; meno evidente, ma non meno importante, il fatto che Hp voglia ampliare la propria presenza a 360 gradi nel networking, dove opera con la divisione ProCurve, in aree a forte sviluppo di domanda come la Cina. Con 3Com, in altri termini, Hp aggiunge un ulteriore pezzo al puzzle che sta costruendo da tempo – fra i tasselli di peso c'è ovviamente Eds – per presentarsi al mercato come un fornitore globale sotto tutti i punti di vista: per il consumer e per le aziende (di qualsiasi dimensione), nei pc come nelle stampanti, nei server come nello storage, nei servizi come negli apparati e nelle soluzioni di rete. Intento che anima, con diverse peculiarità, anche la grande rivale. La sfida continua, a colpi di acquisizioni miliardarie.

19 NOVEMBRE 2009
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