ILSOLE24ORE.COM > Notizie Cultura e Tempo libero ARCHIVIO

La nipote Emanuela di Castelbarco: concepiva la musica come una liturgia

di Silvia Giuberti

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
12 gennaio 2007

Emanuela di Castelbarco16 gennaio 1957: una data come uno schioccare di bacchetta. E a dirigere un’orchestra di celebrazioni e eventi che segue uno spartito scritto da un capo all’altro della terra - città come strumenti impegnati in un assolo di contributi personali - è l’Omaggio, forte e appassionato, al Maestro Arturo Toscanini, in occasione del 50° anniversario della morte, avvenuta a Riverdale, alle porte di New York.
Concerti, tavole rotonde, inaugurazioni, memorie e rivelazioni che intendono armonizzare e dare il giusto tono alla grandezza di un sommo direttore d’orchestra di cui Stefan Zweig, già negli anni ‘30, sottolineava il complesso intreccio di verità, personalità e arte: “…chi cerca di dare una visione concreta del come Toscanini serva il genio della musica, esercitando un magico potere su ogni accolta umana, deve prospettare anzitutto un’azione morale. In Toscanini vediamo infatti uno degli uomini più schietti del mondo nostro servire la verità immanente dell’opera d’arte con fanatica devozione, con rigidità inesorabile e in pari tempo con tanta umiltà, quale oggi non potremmo ammirare in pressoché nessun’altra sfera di attività creativa”.
A confermare oggi l’imprescindibile aspetto “morale” del ricordo di nonno Toscanini è Emanuela di Castelbarco, figlia di Wally, secondogenita del Maestro: «Era una persona molto modesta e schiva, tipica impronta della gente dell’oltretorrente parmigiano. Non si sarebbe mai aspettato un tale tributo». Eppure continua «Toscanini fu un rivoluzionario. Il suo amore e il suo sacro rispetto per l’arte musicale e per i compositori lo portò a cambiare il modo di ascoltare la musica. Il silenzio in sala, il rifiuto categorico dei bis, che lo costrinse addirittura, in occasione di insistenti richieste durante l’esecuzione di un’importante opera, a lasciare conduzione e teatro e tornarsene a casa». Una sorta di integerrima, personale religiosità per «il figlio di un garibaldino socialista, che non fu mai particolarmente religioso, ma dotato di una sensibilità interiore che lo portò, per esempio, a maturare una profonda amicizia con Don Carlo Gnocchi».
La musica come liturgia, «non certo paragonabile a una sorta di spettacolo circense, in cui si attenda il triplo salto mortale». E il genio del compositore ad incutere umile soggezione: «Il nonno frequentò per nove anni il Conservatorio e dovette eseguire esercizi di composizione. Ma non pensò mai di diventare un compositore. Dopo l’incanto dell’ascolto di Wagner, pensò: o così o niente».
Ogni anniversario, dunque, non può limitarsi a fare i conti con gli anni, ma anche con «tutto ciò che già è stato detto, rivoltato o contraddetto» su un personaggio straordinario, coraggioso e al tempo stesso controverso. Chi lo definì, per le sue interpretazioni, un «metronomo», chi ne stigmatizzò «il brutto carattere» o «la cultura da autodidatta». In realtà, sottolinea la Castelbarco, «aveva un ricco mondo interiore e una vasta cultura che spaziava dalla musica, alle letture in inglese di Shakespeare, alla poesia italiana… Il suo carattere era portato al rigore e alla disciplina. Ma soprattutto alla ricerca della “sua” perfezione. E per questo non fu un uomo particolarmente felice».
Mentre il direttore d’orchestra Lorin Maazel, impegnato in 40 concerti di una tournée mondiale intitolata “Sulle orme di Toscanini – Symphony of the air” con l’orchestra Symphonica Toscanini, ha recentemente ricordato il buon cuore del Maestro che aiutava i musicisti poveri, la nipote, sottolineando le riforme operate dal nonno per salvaguardare la dignità della musica, come la creazione dell’Ente Autonomo della Scala con la collaborazione dell’allora sindaco Caldara o gli anonimi contributi pecuniari, nel primo dopoguerra, per sostenere i costi della riapertura dello stesso Teatro, riassume in un desiderio il valore aggiunto delle celebrazioni che si svolgeranno per l’intero 2007: «Vorrei che fosse ricordato il suo coraggio morale nel perseguire le sue idee, soprattutto sociali e politiche».
Nella consapevolezza che un anniversario non deve essere soltanto un percorso a ritroso nel tempo ma un’occasione per «aggiornare» stimoli, valori e riflessioni per le nuove generazioni: «Nel clima generale di crisi che tocca in particolare modo il mondo della cultura vorrei che il ricordo di mio nonno potesse aiutare i tanti giovani appassionati di musica, i tanti allievi dei Conservatori che studiano ma, purtroppo, non trovano gli “outlet” necessari per il proprio percorso professionale, a mantenere e coltivare il desiderio di continuare nonostante le difficoltà. E sarebbe un bene che anche in Italia, come in molti altri paesi europei, si desse più spazio e attenzione, già a partire dalle scuole elementari, allo studio della musica, che è un vero e prezioso linguaggio universale».
In partenza per New York, ma attenta a rendere omaggio alle varie iniziative nazionali per l’anniversario in corso, Emanuela di Castelbarco chiude il suo ricordo con una nota affettuosa e arguta: «Io ho vissuto a lungo negli Stati Uniti dopo la guerra e posso dire che, benché la musica fosse il suo grande amore, Toscanini fu un nonno presente e molto affettuoso. Anche se mi urlava sempre di non cantare, perché sono stonata come una campana». Lessico familiare di una inesauribile ricerca della perfezione.

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
7 maggio 2010
 
Aguilera ambasciatrice contro la fame
La consegna dei David di Donatello
Man Ray a Fotografia Europea
Elegante e brutale. Jean-Michel Basquiat alla Fondation Beyeler di Basilea
"World Press Photo 2010". Fotografie di autori vari
 
 
dal 13 al 16 Ottobre 2016
1 Pets - Vita da Animali 4579330   
2 Café Society 2518879   
3 Alla ricerca di Dory 14152078   
4 Bridget Jones's Baby 4999594   
5 Mine 597342   
6 La verità sta in cielo 589429   
7 Deepwater - Inferno sull'Oceano 537069   
8 Al posto tuo 992859   
9 Ben-Hur 836723   
10 I magnifici sette 1630774   
tutti i film nelle sale » tutti i dettagli »

Trovo Cinema

Scegli la provincia
Scegli la città
Scegli il film
Tutti i film
Scegli il cinema
Tutti i cinema
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-