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Arte, artigianato e industria attraverso gli oggetti del "Modo italiano"

di Francesco Prisco

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2 marzo 2007


Il Novecento dal punto di vista degli oggetti che l'arte ha prestato all'industria fino a rendere unico nel mondo l'"Italian way of life". Si intitola semplicemente "Il modo italiano" la collettiva di design e arte che si terrà nella sede di Rovereto del Mart dal 3 marzo al 3 giugno, dopo le tappe espositive canadesi al Montreal Museum of Fine Arts e al Royal Ontario Museum di Toronto.
Il viaggio parte dal 1890 e raggiunge i giorni nostri, grazie al lavoro che i curatori Giampiero Bosoni e Guy Cogeval hanno svolto selezionando ben 380 oggetti con uno sguardo che non si limita alle "arti maggiori", comunque ben rappresentate, ma che spazia dai mobili alle creazioni in vetro, dalla moda alla ceramica. Le opere, in arrivo da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, ricostruiscono dettagliatamente negli spazi del Mart la complessità di quel particolare clima creativo che ha contraddistinto l'Italia nel corso del Novecento. L'idea dietro al progetto consiste nel testimoniare la contiguità di molte discipline artistiche che hanno favorito lo sviluppo del design europeo. La creatività italiana, in quel contesto, si è rivelata capace di anticipare gusti e tendenze che si sono poi espressi al massimo nel design, ma anche nella pittura e nella scultura. Se tutte le arti, nel corso del Novecento, hanno contribuito all'apertura dell'Italia alla modernità, nel design, in particolare, il nostro Paese ha conquistato un ruolo di leader a livello mondiale a partire dal Secondo dopoguerra. L'indagine de "Il modo italiano" nasce dalla scelta del Mart di proporre progetti che facciano dialogare le varie arti, nella consapevolezza che non c'è un'unica "via maestra" della cultura e dell'esperienza artistica.
Nel percorso espositivo le opere d'arte sono messe in relazione con oggetti che, scaturiti dal talento di progettisti particolarmente attenti alle ricerche artistiche, sono entrati nella produzione industriale di massa, per poi penetrare la sfera del vivere quotidiano. Questi percorsi mostrano come molto spesso la vena creativa non sia stata appannaggio esclusivo delle arti figurative tradizionalmente intese, ma sia passata con grande forza anche nell'oggetto di uso comune, che in ultima analisi ha ereditato il valore aggiunto della sperimentazione artistica. In un periodo di crescita industriale e innovazioni tecnologiche questo processo ha consentito una transizione virtuosa dall'oggetto artigianale (unico e irripetibile per dettagli e limiti produttivi) al design industriale che riproduce la bellezza in quantità virtualmente infinite. Le problematiche prese in considerazione agli inizi del Novecento dal Futurismo e dalla Pittura Metafisica di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà e Giorgio Morandi sono riaffiorate con il Razionalismo di Giuseppe Terragni, Luciano Baldessari e Franco Albini e hanno trovato un contraltare nel movimento "Novecento" di Mario Sironi, Giovanni Muzio, Giò Ponti. Questo dibattito ha subito un successivo rinnovamento attraverso la visione critica della società dei consumi proposta dagli esponenti del radical design (Archizoom, Gaetano Pesce, Alessandro Mendini e altri) e dell'arte povera (Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis) a metà degli anni Sessanta. A ciò ha fatto seguito la risposta alla crisi della modernità nei tardi anni Settanta, guidata dal gruppo di Memphis capeggiato da Ettore Sottsass nell'ambito del design e per molti aspetti dalla Transavanguardia nell'ambito artistico. "Il modo italiano" così propone una ricognizione inedita di tutti questi legami, esplorando i diversi e complessi modi di vedere, interpretare e rappresentare la società industriale in Italia attraverso gli occhi di architetti, artisti, e designer. In questo primo scorcio di 2007 il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto torna così ancora una volta a proporre il tema di grande respiro del rapporto tra design, arti visive e produzione industriale nel corso del Ventesimo secolo. Argomento già affrontato da un'ottica particolarissima con la mostra "Mitomacchina. Il design dell'automobile: storia, tecnologia e futuro", in programma fino a maggio.



"Il Modo Italiano", Rovereto, Mart Dal 3 marzo al 3 giugno A cura di: Giampiero Bosoni, Guy Cogeval Orari: dal martedì alla domenica 10 - 18. Venerdì 10 - 21.Lunedì chiuso Biglietti: intero euro 8, ridotto euro 5, gratuito fino a 14 anni Per informazioni: 800 397 760
www.mart.trento.it

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