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Un secolo fa in Inghilterra nasceva lo scoutismo

di Paolo Chiodaroli

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17 luglio 2007

"Be prepared", cioè "Essere preparati": sir Baden-Powell, per gli intimi BP, militare e poi baronetto inglese, reduce da campagne coloniali in India e Sudafrica ma passato alla storia soprattutto come fondatore dello scoutismo, lo ripeteva sempre ai suoi ragazzi. Ma preparati a cosa? A tutto. A sopravvivere in un deserto. A cavarsela nella vita. Ad aiutare i deboli. A fare un po' di protezione civile e magari, all'occorrenza, anche un po' di guerriglia. In Italia il motto fu tradotto in latino: "Estote parati", ma l'idea retrostante era la stessa.

Quest'anno gli scout di tutto il mondo celebrano una doppia ricorrenza: i 150 anni dalla nascita del loro fondatore, ma soprattutto il primo secolo di vita del loro movimento. Infatti BP nacque il 22 febbraio 1857, sesto di otto figli di un reverendo anglicano di Paddington, sobborgo di Londra. E il primo campo scout della storia si tenne dal 31 luglio al 9 agosto 1907 a Brownsea, un'isola della Manica ricca di boschi e priva di tutto il resto, dove il futuro sir catapultò 21 ragazzi, insegnando loro a cavarsela spartanamente nella natura.

Oggi Brownsea campa sui "pellegrinaggi" degli scouts che vanno a vedere dove tutto cominciò. Sul posto un ruvido cippo di pietra ricorda l'evento. E le guide locali narrano che i 21 BP-boys furono inquadrati in quattro squadriglie, con divisa uguale (pantaloni corti, camicia kaki, cappello boero) ma con fazzolettoni al collo di colore diverso. Ogni squadriglia prese il nome di un animale: c'erano i Lupi, i Tori, i Corvi e i Chiurli. E ogni capo-squadriglia portava con sé un bastone con una bandierina che effigiava l'animale di competenza.

Charles Van Raalte, il latifondista proprietario dell'isola (che ne aveva concesso l'uso a BP solo perché questi, considerato eroe nazionale per il suo curriculum militare, era un personaggio a cui non si può dire di no) osservava tra il divertito e il perplesso quei ragazzi che piantavano tende, spaccavano legna, cucinavano sul fuoco, costruivano tavoli e sedie senza usare chiodi. Soprattutto guardava perplesso Baden-Powell, comandante del mini-esercito in short, che dava gli ordini suonando un corno di kudu portato dall'Africa.

Se qualcuno allora fosse passato da Brownsea, forse avrebbe chiamato la polizia credendo di aver scoperto una banda di matti o di terroristi. Ma non passò nessuno e l'esperimento fece scuola: i campi si ripeterono e nel 1908 BP pubblicò "Scoutismo per ragazzi", una via di mezzo fra un manuale di sopravvivenza e un breviario di precetti per asceti, che diventò un best-seller. Nel 1910 una sorella di Robert, Agnes, fondò un gruppo di girl guides, equivalenti femminili degli scouts. E all'estero nacquero molti fenomeni di imitazione.

La centesima candelina del movimento sarà salutata da molte manifestazioni, fra cui il Jamboree (vedi box), un campo internazionale che si tiene di norma ogni quattro anni e che stavolta si svolgerà in Gran Bretagna. I partecipanti effettueranno fra l'altro escursioni nella foresta di Gilwell, di cui BP era barone. Per chi non andrà al Jamboree, invece, l'appuntamento è per l'"Alba del centenario": in tutte le città del mondo alle 8 di mattina del 1° agosto gli scouts occuperanno una piazza per salutare l'inizio del secondo secolo dell'era BP.

Ma fissare l'atto di nascita dello scoutismo nel luglio-agosto 1907 a Brownsea è una pura convenzione. In realtà infatti Baden-Powell già prima di allora aveva inquadrato ragazzi in squadriglie e reparti; il primo esperimento era stato fatto nel 1900 in Sudafrica, per necessità: era in corso la guerra anglo-boera e BP si era trovato a difendere la città di Mafeking, assediata dai nemici; ma era a corto di soldati e aveva deciso di utilizzare dei ragazzi per compiti ausiliari. Furono appunto i ragazzi di Mafeking i primi scouts ante litteram.

Di quella remota origine militare, nella vita scout restano molte tracce: le divise, la gerarchia, lo spirito di corpo, l'etica spartana, le tecniche di sopravvivenza. Ma rispetto ai ragazzi di Mafeking i boys di BP hanno poi sviluppato doti più pacifiche: lo spirito di servizio, la sensibilità ecologica e una forte solidarietà sociale (ai primi campi la quota di partecipazione era differenziata secondo la capacità di reddito, in proporzione di 1 a 18). Forse fu proprio questa inedita miscela di elementi "di destra" e "di sinistra" a decretare il loro successo.

Oggi lo scoutismo è il movimento giovanile più diffuso al mondo: conta 38 milioni di aderenti, sparsi in 200 Paesi e organizzati in 520 associazioni nazionali o regionali. Gran parte di questa "armata" (28 milioni in 155 Paesi) fa capo al Wosm, una federazione mondiale con sede in Svizzera. Si noti che, benché lo scoutismo sia nato nel clima culturale della democrazia conservatrice anglosassone, è stato imitato sia nel mondo comunista (coi "Pionieri") sia nelle dittature nazifasciste (coi "Balilla" in Italia e la Hitlerjugend in Germania).

Attualmente in Italia esistono circa 20 associazioni che si richiamano allo scoutismo, ma il Wosm ne riconosce solo due: l'Agesci (177mila iscritti, di ispirazione cattolica) e il Cngei (12mila iscritti, a matrice laica). L'Agesci, di gran lunga più importante, è nata solo nel 1974 dalla fusione dell'Asci (maschile) con l'Agi (femminile). Quest'anno gli scouts italiani hanno un obiettivo: ottenere che cento città intitolino vie o piazze al loro fondatore. Fra i primi comuni che hanno aderito all'iniziativa ci sono Ferrara, Arona, Albenga e Salò.

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