Il boato è stato terribile, poi una nuvola di fumo alta e densa a rincorrere tutto e tutti. In una tranquilla domenica milanese un'esplosione da record, a meno di due km dalla Madonnina, ha ridotto a cumulo di macerie il padiglione 20 del "Palazzo meccanica". Il gigante di cemento fu costruito nel 1967 all'interno dell'ex polo fieristico "Fiera Milano". Un mastodonte in calcestruzzo con un volume di oltre 230.000 metri cubi. Per abbatterlo è stata utilizzata una tonnellata di nitroglicerina, che ha prodotto gli effetti di una piccola "Ground zero", con una enorme nuvola di polvere che si è stagliata sul cielo stranamente terso. Ai presenti, che fazzoletto alla bocca hanno tentato inutilmente di sfuggire all'ondata di polvere, si è presentato uno scenario che ha inevitabilmente richiamato alla mente, anche se con effetti di regia da "tutto sotto controllo", il terribile crollo delle Torri Gemelle di New York, o la cronaca da incubo di una qualsiasi giornata sotto le bombe a Baghdad o Beirut.
«La demolizione» - spiega Guido Zappa della General Smontaggi, l'azienda che ha eseguito l'operazione- «surclassa il precedente record italiano di demolizione in unica soluzione in ambito cittadino che resisteva dal lontano 1986. Si trattava dell'ex centrale Enel di Palermo con 150.000 metri cubi vuoto per pieno. Qui siamo a meno di 70 metri dal Vigorelli e a meno di 2 km dal Duomo di Milano. E' andato tutto davvero secondo i programmi e l'implosione è perfettamente riuscita». Il cumulo di macerie verrà rimosso nelle prossime settimane per lasciar spazio alle strutture di City Life, il nuovo quartiere che comprende i tre grattacieli a firma Isozaki, Hadid, Libeskind. Per la torre di quest'ultimo, particolarmente contestata, sono state annunciate varianti che ne ridurranno la curvatura e sarà cambiata la destinazione complessiva della costruzione, che comprenderà anche strutture residenziali e non solo uffici, come previsto in partenza.