Un estratto dell'intervento di Michel Schneider, psicanalista e scrittore, autore di Marilyn, ultimi giorni, ultima notte, a la Milanesiana - Letteratura Musica Cinema. Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, promossa dalla Provincia di Milano e dal Comune di Milano"
La fisica e la metafisica dell'antichità distinguono quattro elementi : acqua, aria, terra e fuoco. La fisica moderna si limita, invece, a tre stati della materia : solido, liquido e gassoso. Anche l'amore è innanzi tutto materia. Ormoni, molecole. È una cosa fisica. Il regalo scambiato a suggellarlo ; gli oggetti su cui si posa lo sguardo dopo una separazione, frammenti dell'altro – e di sé – da cui ci si separa dolorosamente come nel film di Bergman, Scene di vita coniugale . E l'amore, come la materia, assume diverse forme, stati e densità, a seconda della composizione delle molecole che lo costituiscono e degli oggetti che lo significano. Queste molecole, per gli esseri dotati di linguaggio, sono parole. Parlare d'amore, parlare dell'amore, significa usare parole d'amore.
Elementi fisici – gli « elementi » della linguistica : la condizione dell'innamoramento è una condizione psicofisica che usa metafore, immagini materiali, per descrivere ogni suo stato.
Ma quanti sono ? Tre o quattro ? E quanti elementi, quattro o cinque ? Il quinto elemento, che sfugge ai sensi ma dà senso alle nostre vite, non sarà forse proprio l'amore ?
In ogni tradizione letteraria, si distinguono fra queste metafore quelle legate agli stati della materia. L'amore è raffigurato come liquido, solido, o appartenente a quel terzo stato in cui il solido si fa liquido nell'aria, lo stato gassoso.
La storia del costumi insegna che ogni periodo ha trattato l'amore, le sue parole e le sue metafore, in modo diverso. Nel XVII secolo la metafora dominante era quella del fuoco, o piuttosto dei fuochi, per dirla con Racine. Nell'età contemporanea troveremo piuttosto i meandri e gli estuari del fiume dell'amore, e, con il filosofo Zygmunt Bauman, parleremo piuttosto di Amore Liquido. Fra i due, nel XIX e XX secolo, l'amore evoca la terra, l'ancoraggio a un milieu sia corporeo che sociale: la donna è una terra in attesa di fecondazione (Balzac o Goffredo Parise), o una palude irta di trappole in cui l'uomo può smarrirsi (Huysmans o Proust).
È di queste immagini che vive la nostra letteratura. Il fuoco, innanzi tutto, è la più comune metafora dell'amore. « Il fuoco fatale », così Racine evoca l'amore nella Fedra. Il vocabolario della follia, del fuoco d'amore, indica che la ragione è sopraffatta dalla passione . « Ho riconosciuto Venere e i suoi fuochi » dice Fedra. « Il fuoco fatale » designa allora quello che André Breton chiamerà l'amour fou, espressione che mi è sempre parsa un po' pleonastica. Chiunque non sia già folle avrà potuto provare quell'istante di delirio, di perdita di sé e della realtà, che accompagna la passione amorosa. Il fuoco della passione è un topos del vocabolario raffinato e galante del XVIII secolo. « L'amore non è un fuoco rinchiuso nell'anima : ogni cosa ci tradisce, voce, silenzio, sguardi ; e più in fretta divampa una fiamma mal coperta. » scrive Racine nell'Andromaca.
Ma anche in Racine, come in seguito in Proust, che molto lo ha letto, recitato e citato, l'amore obbedisce inoltre alla meccanica dei fluidi. Spesso si evoca lo stato liquido per parlare dello stato dell'innamoramento. L'amante perde il controllo, scoppia in lacrime o in inarrestabili confessioni . La passione di Fedra sarà anche una fiamma (« Ardo per Teseo »), ma all'incontro con l'oggetto del suo desiderio le viene da dire : « Eccolo. Ogni stilla del mio sangue si ritira nel cuore ». Due sono quindi gli elementi che evoca, per dire il pericolo in cui si trova, liquido e fuoco, in una sola metafora, quella del sangue ardente : «Questi dei che nel mio fianco hanno fatto divampare fatalmente tutto il mio sangue » . Il sangue è al contempo fuoco e flusso. La sessualità è fonte di vita, e lo stagno in cui Narciso si rimira non è l'amore, ma l'assenza dell'altro. E l'amore di sé non è amore, perché non scorre, ma si fa in un certo senso superficie solida, specchio.
C'è poi un terzo elemento che arricchisce il sistema metaforico della passione : l'aria. L'aria viene a mancare nei momenti d'angoscia, quando l'amore o la gelosia strozzano la voce, soffocano le parole, tagliano le frasi : « Languivo, morivo, nel fuoco, nel pianto », dice Fedra. Quattro gruppi di tre sillabe, quattro pezzi di frase, separati da virgole, quattro pezzi di cuore. L'amore è anche questo, angoscia, aria mancante. C'è poi tutta una meteorologia del sentimento amoroso. Il cielo è l'aere cristallino : « Il giorno non è più puro del fondo del mio cuore », sempre Fedra. Ma all'arrivo della passione quel cielo si fa cupo, burrasca, tempesta. L'amore è anche un dono del cielo, un'astrologia, e nella cultura popolare i segni dello zodiaco servono tuttora a rappresentare l'influsso degli astri sul destino degli amanti che spesso, sin dal loro primo incontro, si chiedono «di che segno sei? » L'atto sessuale stesso mantiene questa carica, evidente nella metafora dell'incontro fra cielo e terra, come nelle nozze di Urano (il cielo stellato) e Gaia (la terra madre). Il senso dell'amore va cercato in un'armonia fra gli elementi.
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