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Quattro secoli di chitarra
in mostra ad Alessandria

di Francesco Prisco

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11 settembre 2008
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Nel corso della storia della musica è accaduto a volte che uno strumento uscisse dalle corti, presso le quali era intrattenimento prediletto dalla nobiltà, e si guadagnasse di prepotenza un ruolo per le strade, al servizio di chi con la musica doveva in qualche modo sbarcare il lunario. Nessuno strumento, tuttavia, riesce a competere con la meravigliosa «deriva popolare» che dal Seicento ad oggi ha conosciuto la chitarra, forte di quella incomparabile duttilità che l'ha portata di volta in volta ad evolversi fino a diventare qualcosa di altro, a vantaggio di un genere diverso in giro per le più disparate culture del mondo.

A chi suona o più semplicemente ama questo strumento è dedicata la mostra «La chitarra – Quattro secoli di capolavori» che il Palazzo del Monferrato di Alessandria ospita fino al 19 ottobre. E' la prima volta che in Italia si organizza un'esposizione interamente dedicata al percorso compiuto dalla chitarra negli ultimi quattrocento anni, puntando sul contributo di prestigiosi musei internazionali e appassionati collezionisti privati. E' stato così possibile portare nella città piemontese 70 manufatti, tra cui figurano alcune delle chitarre più rare e preziose attualmente conservate, come quelle appartenute a Nicolò Paganini, a Mauro Giuliani e alla Regina Margherita di Savoia. Si parte ovviamente con l'epoca barocca, quella in cui lo strumento fa il suo debutto in società, attraverso una serie di esemplari ottimamente conservati che rispecchiano alla perfezione i gusti del tempo, grazie ai preziosissimi intarsi in materiali pregiati.

Tra questi spicca per importanza la chitarra realizzata da Antonio Stradivari (1644-1737), il più celebre liutaio di tutti i tempi che legò la sua fortuna soprattutto ai violini. Lo sguardo del visitatore si concentrerà poi sull'universo musicale del secondo Settecento, prima analizzando l'area italiana dove la chitarra subì una fondamentale trasformazione, con l'aggiunta della sesta corda (tratto che tuttora la caratterizza). Si prosegue con la Francia e la tradizione liutaia parigina, cui saranno affiancati esempi significativi anche esterni alla capitale francese, mentre alla Spagna spetta il ruolo di primo laboratorio presso il quale si sperimenterà l'utilizzo della chitarra nella musica popolare, grazie alla nascita del flamenco. Le successive sezioni dell'esposizione puntano l'obiettivo sul periodo relativo alla prima metà dell'Ottocento. Accanto all'Italia, alla Francia e alla Spagna, nazioni rimaste punto di riferimento assoluto nella storia di questo strumento, si inseriscono anche Paesi come Austria e Inghilterra.


Vienna e Londra, infatti, in perenne concorrenza con le altre grandi capitali del Vecchio Continente anche sul fronte musicale, rappresentarono un allettante richiamo nonché un potente motore di sviluppo per la liuteria e per la chitarra in particolare. La parte finale della mostra si concentra invece sul periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, secolo di raccordo tra l'età moderna e quella contemporanea. Decaduta la passione per la chitarra con la fine dell'Impero in Austria, passata la moda per le sei corde in Inghilterra, rimasero Italia, Francia, Spagna e Germania le nazioni guida nel mondo della liuteria. La chitarra è ben lontana ormai dall'essere l'oggetto barocco per far musica a corte che appagava anche il gusto raffinato per gli oggetti d'arte: ora è uno strumento che si è conquistato a tutti gli effetti un posto tanto nella musica colta quanto in quella popolare, e che deve, di conseguenza, soddisfare molteplici esigenze, a cominciare dalla potenza sonora. Per questo i liutai approfondiscono la sperimentazione esplorando le più diverse soluzioni. A rendere più chiara al visitatore la parabola storica, in mostra sarà allestito un vero e proprio laboratorio di liuteria, dove alcuni maestri illustreranno le diverse fasi di costruzione di una chitarra, indicandone i segreti. Un unico appunto alla completissima mostra alessandrina, tuttavia, occorre farlo. Sarebbe stato interessante offrire agli spettatori una panoramica sulle re-interpretazioni che lo strumento ha subito nel Nuovo mondo, in particolare con la nascita della chitarra elettrica. E' da lì, infatti, che arriva gran parte della musica che oggi ascoltiamo.

«La chitarra. Quattro secoli di capolavori»
Alessandria, Palazzo di Monferrato
Dal 20 settembre al 19 ottobre
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 19.00; chiuso il lunedì
Biglietti: intero euro 4; ridotto euro 2
Catalogo: Edizioni Il Salabue
Per informazioni:
199199111
0131 25 02 96

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