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Roma celebra Bruno Munari

di Donata Marrazzo

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26 settembre 2008
Galleria fotografica


Cos'è un albero? L'esplosione lentissima di un seme. L'elogio della lentezza di Bruno Munari trae ispirazione dalle filosofie orientali e in particolare dagli insegnamenti del mitico maestro taoista Lao Tse ("Azione senza imposizione di sé"): scultore, illustratore, grafico, designer, l'artista milanese, di cui nei prossimi giorni si celebra a Roma il centenario della nascita, futurista di passaggio, dagli anni 40 in poi guadagnò una posizione autonoma rispetto a tutti i movimenti artistici italiani, intrecciando linguaggi diversi. Segni, forme e colori, materiali, strumenti e tecniche, sperimentati fino all'estremo: manipolazioni guidate per scoprire nuove superfici, spazi, volumi e la scrittura come messaggio tattile, nuovi calligrammi e alfabeti misteriosi.
Inventore di una rivoluzionaria didattica per l'infanzia, progettuale e polisensoriale, Munari ci ha lasciato giochi e libri grandissimi, piccolissimi, leggibili, illeggibili: dal suo pensiero sono nati i laboratori didattici che nei primi anni '70 l'artista diresse personalmente presso la Pinacoteca di Brera. L'esperienza oggi si ripete al museo dell'Ara Pacis dove l'associazione a lui intitolata (fondata dal figlio Alberto, docente di psicologia dell'educazione e della formazione all'università di Ginevra) in collaborazione con il Campidoglio e Zètema progetto cultura, organizza dal 9 ottobre incontri aperti a bambini, insegnanti e genitori per esplorare concretamente il metodo Munari. Nelle cinque aree tematiche della mostra saranno esposte 150 opere che risulteranno immediatamente familiari: bozzetti e campagne pubblicitarie di grandi aziende italiane come Olivetti, Campari, Pirelli, portano la sua firma. Così come negli anni ‘/0 la grafica di importanti case editrici (Bompiani, Rizzoli, Einaudi).
Ed è anche all'industrial design che Munari si applica con grande successo, considerando l'oggetto perfetto come sintesi minima: è suo il posacenere cubo prodotto da Danese o le lampade che gli valsero il Compasso d'oro. E lo Swatch che distribuisce a caso le ore sul quadrante.
Il circuito di attività dedicate a Bruno Munari parte il 27 settembre dal museo dei Bambini Explora con la mostra-gioco "vietato non toccare" sul tema della sensibilità e della curiosità. Toccare, manipolare, comporre, scomporre, sono tappe del processo di apprendimento e di formazione del bambino, fondate sul gioco e sull'esperienza. Si guarda con le mani, si sente con gli occhi.
Stefania del Balzo, amica dell'artista, dedica al Munari style gli spazi del proprio negozio di via Giovannelli. In mostra pezzi celebri, alcuni inediti: la divanetta, i giochi ottici del poliscopio, il tavolo mutevole.
Alla Casina di Raffaello, sede della ludoteca di Villa Borghese, va in scena invece Munari il prestigiatore: mostra-installazione in cui i libri insieme ai bambini sono protagonisti. Pagine intercambiabili, alfabetieri in costruzione, magiche scenografie proiettate sulle pareti dentro stanze da sfogliare. L'assessore comunale alla scuola e alla famiglia Laura Marsilio assicura che il metodo Munari verrà proposto per gli aggiornamenti degli insegnanti.

Roma festeggia Bruno Munari
dal 27 settembre al 22 febbraio 2009
Museo dell'Ara Pacis, lungotevere in Augusta
Museo Esplora, via Flaminia 82
Casina di Raffaello, piazza di Siena
www.museiincomuneroma.it
www.casinadiraffaello.it
www.mdbr.it
www.zetema.it

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