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Teatro / Ipotesi sul "caso Gesù" indagato da Pilato

di Giuseppe Distefano

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28 NOVEMBRE 2008
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Tutti i personaggi delle opere di Eric-Emmanuel Schmitt vivono un prima e un dopo. Inizialmente credono di avere o di sapere qualcosa di definitivo sul mondo; poi succede qualcosa che gli fa crollare tutto. Costretti a ricominciare da un'altra prospettiva. Succede anche ne "Il Vangelo secondo Pilato" pièce teatrale tratta dal romanzo omonimo del pluritradotto autore francese e ora portata in scena da Glauco Mauri, regista, adattatore e co-interprete con Roberto Sturno. Un caso di coscienza che si fa riflessione intima, politica, etica. Nella seconda delle due parti Gesù è visto da un Pilato che, incredulo sulla sparizione del corpo resuscitato, conduce un'indagine dal ritmo poliziesco. Man mano sentirà insinuarsi dentro di lui l'inquietudine e il dubbio, per giungere ad ammettere che «Niente è più angosciante di un mistero: un mistero non si lascia comprendere». Nell'antefatto e prologo dal titolo "La notte degli ulivi – Confessione di un condannato a morte la sera del suo arresto" vediamo invece un anziano, alias Gesù, raccontare la sua vita a partire dall'infanzia. Consapevole della morte imminente, rivive i suoi eventi interrogandosi e dubitando anche della sua natura divina. Una lettura inedita, questa di Schmitt, che lo rende profondamente umano e di sottilissima grazia. Lo spettacolo scorre senza appesantimenti virando con puntuali colpi di scena sottolineati da una sapiente drammaturgia musicale e di luci su di uno sfondo neutro attraversato, prima da due lunghe bende bianche tirate in altezza, poi color rosso a delimitare un interno di piani e scale. Mauri, con un libro in mano che una brezza di vento sfoglierà al suo allontanarsi, ci offre i tremori intimi del Nazareno con la grinta e la sensibilità di toni che gli sono consoni. E Sturno, nei panni del prefetto romano, porta alla luce con sofferta, credibile inquietudine gli interrogativi di ogni uomo. Spettacolo da vedere. Per emozionarsi e ripensare.
"Il Vangelo secondo Pilato" di Eric-Emmanuel Schmitt, regia e interpretazione Glauco Mauri, con Roberto Sturno e Marco Blanchi, scene Mauro Carosi, costumi Odette Nicoletti, musiche Germano Mazzocchetti. Al Teatro Valle di Roma fino al 14 dicembre, a Gorizia il 16, a Cittadelle il 17.
www.mauristurno.it
www.teatrovalle.it

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