I primi segnali erano arrivati nel dicembre scorso: gli unici prodotti a non soffrire della crisi dei consumi – che aveva penalizzato anche i regali natalizi – erano stati i libri.

Ora c'è una conferma: i dati che verranno presentati domani dall'associazione degli editori (Aie) in occasione della Fiera del libro che si apre oggi a Torino, indicano, per l'intero 2008, una sostanziale tenuta dell'editoria per adulti (-0,6% rispetto al 2007) e una crescita del 10% delle vendite di libri per bambini e ragazzi. Aumenta leggermente anche la percentuale di lettori sull'intera popolazione, passando dal 43,1% del 2007 (dato Istat) al 44% . Un dato che resta peraltro sconfortante se confrontato con altre realtà europee o con gli Stati Uniti. Da oggi a lunedì al Lingotto 1.400 editori presenteranno le rispettive novità a circa 300mila visitatori: il salone del libro di Torino, al contrario della Fiera del libro di Francoforte o della Fiera del libro per ragazzi di Bologna, è aperto al pubblico dal primo all'ultimo giorno e funge anche da gigantesca libreria.

È probabile però che in ogni stand ci sarà un convitato di pietra: si chiama Kindle, il dispositivo elettronico che permette di immagazzinare e leggere migliaia di libri, emettendo persino il fruscìo delle pagine che girano. Di libri elettronici si parla da almeno un decennio, ma una settimana fa Jeff Bezos ha presentato la nuova versione di Kindle, perfetta, ha detto, persino per sfogliare i quotidiani.

È comprensibile che il fondatore della più grande libreria online del mondo sogni di vendere e spedire bit anziché pesanti volumi di carta – hanno sottolineato molti analisi americani –. Se tutti i clienti di Amazon avessero un Kindle, Bezos potrebbe chiudere il mastodontico magazzino che si trova a gestire, con risparmi enormi. Ma secondo molti altri Kindle è molto più di una trovata di Bezos, comincia a piacere davvero ai consumatori americani e presto – ha scritto il 7 maggio il Times – toccherà agli europei: stando ai dati dell'Association of American Publishers (equivalente statunitense dell'Aie) nel 2008 le vendite di libri elettronici sono arrivate a 113 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto ai 67 del 2007. E nei primi quattro mesi dell'anno – ha spiegato Ed McCoyd dell'Aap al Christian Science Monitor – le vendite sono cresciute del 173%.

In Italia, per ora, l'offerta più ampia di libri elettronici è quella di Franco Angeli: sul sito sono scaricabili, a pagamento, 250 libri, che dovrebbero diventare un migliaio entro il 2009. Molti altri editori, non solo nel nostro Paese, stanno a guardare, anche per il pericolo dei download illegali, come sottolineato ieri sull'International Herald Tribune. E forse ha ragione Maurizio Costa: secondo l'amministratore delegato di Mondadori, maggiore gruppo editoriale italiano, «il libro elettronico non sostituirà mai quello di carta. Ci sarà invece un'integrazione dei due modelli e nessuno rinuncerà del tutto al piacere di toccare le pagine di un libro, anche per via del prezzo». Kindle infatti (che per ora si può comprare solo negli Stati Uniti) costa circa 400 dollari e, in teoria, si pagheranno anche i singoli download. «Mentre un tascabile, oggi, costa meno di una birra», conclude Costa.