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Il "cervello esploso" di Leonardo. Il Genio in mostra a Roma

di Donata Marrazzo

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8 maggio 2009
VIDEO
I filmati dell'Istituto e Museo di Storia e della Scienza

Nella mente del Genio si viaggia dentro dimensioni misteriose, abbagliati in ogni direzione da rivelazioni che somigliano a folgoranti profezie: studi, indagini, dimostrazioni e ipotesi su forme, metamorfosi, azioni armoniche e moto perpetuo, geometria, prospettiva e pittura, rivelano l'architettura della centrale operativa di Leonardo. Il suo "cervello esploso", come quello disegnato con effetti tridimensionali nei fogli anatomici di Weimar, esposto nella davvero eccezionale mostra allestita a Roma, a Palazzo Venezia , che segue quella alla Galleria degli Uffizi e al Museo Nazionale di Tokyo nel 2007 dove fu l'esposizione più visitata al mondo. Promossa dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Firenze, da quella di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune di Roma, "La mente di Leonardo. Nel laboratorio del Genio Universale" è un'esposizione complessa che non privilegia un ambito specifico della attività dell'artista-filosofo-inventore del Rinascimento, ma ne esplora il pensiero e la concezione unitaria della conoscenza, suscitando la meraviglia dei visitatori con filmati e riproduzioni, modelli funzionanti costruiti con tecniche e materiali storicamente plausibili, postazioni digitali, visualizzazioni virtuali di opere perdute.

L'uomo è geometria. Il busto entra quattro volte nell'altezza, la testa otto, il volto dieci. Nel famoso disegno di Venezia Leonardo lo inscrive nel cerchio e nel quadrato (forme di perfetta simmetria), conferendogli movimento, in un gioco di mutazione ed equivalenza. Nel Codice Huygens ogni singola articolazione individua il centro di un arco di circonferenza. Così le figure si muovono, si snodano, si piegano e si flettono: la struttura fisica è un sistema di leve che ha il fulcro nelle articolazioni.

Siamo nell'ambito della ricerca antropometrica sui rapporti armonici e proporzionali derivata da Vitruvio, una concezione che influenza l'architettura fino alla progettazione di chiese a pianta centrale, combinazione e trasmutazione di cerchi e quadrati. All'interno della mostra, curata da Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, e organizzata da Civita e Opera Laboratori Fiorentini, è possibile ammirarne un modello nella sezione La grammatica delle forme: proporzione e analogia. Dove compaiono anche i disegni sull'equilibrio, la riproduzione della bilancia composta e le sculture che evidenziano gli spostamenti del baricentro: figura umana in piedi, che solleva un peso, che sale le scale, che corre. Studi sui centri di gravità che portano Leonardo a conclusioni innovative riferite all'uomo e trasferite alla meccanica dei fluidi e a tutta la natura: dimostrano che è il peso a generare il moto (locale, azionale, misto, armonico) . O il tempo (fenomeno fisico e qualitativo che provoca "mutatio"). E che l'armonia risulta dal rapporto proporzionato e indissolubile tra le parti di un insieme.

I quadrati si trasformano in rettangoli e il dodecaedro si scompone in un cubo perché il problema geometrico diventa un percorso creativo, in cui i "travagliamenti" del cerchio si fanno stelle bisangolari. Ma tutto deriva da forme archetipe, espressioni in natura di ordine e armonia: rotonde, combacianti, intrecciate, ramificate.Come quelle dei corsi d'acqua, principale agente di trasformazione del mondo, "vetturale di natura". Leonardo ne raffigura realisticamente l'impeto prorompente nei disegni di corsi e vortici, negli studi sulla pressione idraulica e le correnti. E il moto dei pesci è un modello per cogliere i principi del volo degli uccelli, esseri che sfruttano venti e correnti, vere sorgenti di energia, e si adattano flessibilmente all'aria. Sono i primi passi verso la realizzazione dell'aliante.

Colossale il modello del monumento equestre a Francesco Sforza, eseguito in unica fusione di bronzo, di getto leggero e spessore costante. L'opera non è mai stata completata a seguito di avverse vicissitudini politiche. Da ammirare uno splendido disegno e due frammenti autografi provenienti da Los Angeles (facevano parte un tempo del Codice Atlantico). Il foglio documenta il progetto di un teatro con palcoscenico e scene mobili ideato per la rappresentazione dell'Orfeo di Poliziano a Milano intorno al 1506-1508.

Torna l'uomo: nella sezione Movimento agente universale sono contenuti gli studi sul rapporto tra i moti mentali, ovvero le emozioni, e il sistema cardiovascolare. E' un tour intrapsichico: il carattere si desume dalla forma del corpo, in particolare da quella della testa. Nel centro esatto del cerchio inscritto nel cranio è visibile la sede l'anima.

Evidente il muscolo dell'ira, quello del dolore e le lacrime che salgono dal cuore all'occhio. Tutto è connesso all'anatomia: l'ira consegue a un riscaldamento del cuore, la paura al suo raffreddamento. Il comportamento è orchestrazione di ethos (elemento stabile, carattere permanente) e pathos (reazioni emotive occasionali), come nel Cenacolo: un video mostra la reazione fisica e mentale degli Apostoli all'annuncio del tradimento di Cristo. Ecco che la pittura è scienza suprema, matematicamente fondata sulla prospettiva (punto, linea, superficie, corpo), vera imitatrice della natura esplorata dal signore dei sensi: l'occhio, connesso all'anima, tra il recettore delle impressioni e la memoria. Nelle tele la geometria delle ombre dà rilievo alla pittura: le sfumature risaltano anche nelle riproduzioni fotografiche della Belle Ferronière, della Gioconda e nelle impalpabili pennellate di Sant'Anna, la Madonna, il Bambino e san Giovannino. L'aspetto evanescente degli incarnati "sono la quintessenza della ricerca leonardesca in pittura", come scrive Jacques Franck nel catalogo edito da Giunti. Una "tecnica"con cui l'artista riesce a rendere senza eguali, ad esempio, la tensione, l'incertezza, la tenera malinconia in cui oscilla Leda accanto al cigno Giove.

La mente di Leonardo
Nel laboratorio del Genio Universale
Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, via del Plebiscito 118, Roma
Fino al 30 agosto 2009.


I video dell'Istituto e Museo di Storia e della Scienza

L'UOMO GEOMETRICO
Leonardo studia le proporzioni del corpo umano e la sua commensurabilità con le forme geometriche perfette (cerchio e quadrato). Si tratta di analisi scientifiche che hanno finalità cosmologiche (corrispondenza tra micro e macrocosmo) e artistiche (rappresentare correttamente la figura umana e progettare architetture basate sulle proporzioni del corpo umano). Nel famoso disegno di Venezia, l'Uomo vitruviano, l'analisi di Vitruvio è sottoposta a una serie di sviluppi originali.

L'uomo nel cerchio e nel quadrato


Costruzione geometrica



IL COLOSSO DI LEONARDO
L'ideazione del monumento equestre risale a Galeazzo Maria Sforza, il quale concepì un gruppo scultoreo a dimensioni naturali che doveva rappresentare il padre Francesco in sella a un cavallo impennato. Il progetto fu poi ripreso da Ludovico il Moro, che commissionò il monumento a Leonardo. Tra il 1489 e il 1490 si procedette a una revisione del progetto: le dimensioni furono quasi quadruplicate e il tema del cavallo impennato fu abbandonato in favore di un più stabile cavallo al passo.

Il Colosso di Leonardo





8 maggio 2009
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