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Star Trek 11, solo un bel fumetto: il ritorno del mito non convince

di Mario Cianflone

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8 maggio 2009
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Forse Gene Roddenberry si rivolterà nella tomba. Già perché dopo aver visto Star Trek 11, ultimo e attesissimo film della più che quarantennale saga qualche dubbio viene. Beninteso, non che il film diretto da Jeffrey Jacob Abrams non sia divertente, brioso, ricco di effetti speciali e per molti versi originale e ben realizzato. Il suo problema è che lo è troppo: è un fumetto, stile Marvel, privo di quel pathos e di quell'intensità drammatica che era nel dna della della saga inventata 43 anni fa dal leggendario Gene Roddenberry. Anzi a tratti è addirittura comico. E spesso in alcune battute lo è involontariamente.

Ed è anche privo di quell'affascinate matrice filosofica e concettuale che ha costituito il nucleo logico e intellettuale di 5 serie di telefilm per 526 episodi, una serie di cartoni animati e 11 film. Star Trek rappresenta un fenomeno culturale e sociale che ha influenzato gente comune, grandi scienziati (come il grande fisico Steven Hawking, che addirittura prese parte in una puntata di "The Next Generation") e il design di numerosi oggetti ora di uso comune come i cellulari a conchiglia così simili ai comunicatori della prima serie e non a caso introdotti da Motorola nella seconda metà degli anni novanta con l'evocativo nome di Star Tac, oppure come i computer palmari e i comandi touch per i display oggi tanto di moda.
Star Trek 11 è un prequel: narra infatti la storia di James T. Kirk e del vulcaniano Spok, prima dell'assegnazione al comando della nave stellare Enterprise. Va indietro nel tempo e si ricollega a quella leggendaria prima serie che a partire dal 1966 accese un successo senza precedenti nella storia della televisione e del cinema di fantascienza. È persino coerente con tutta la storia immaginifica della Flotta stellare, della Federazione unita dei pianeti per mirare al cuore degli appassionati, di tutti quelli che generazione dopo generazione, da 43 anni sognano di arrivare dove nessuno è mai giunto prima, magari in un universo dove la tecnologia libera dal bisogno e i conflitti, così come sognava Roddenberry.
Tuttavia la trama, che si sviluppa tra paradossi temporali, porta gli sceneggiatori a reinventare la storia stessa dei personaggi culto della prima indimenticata serie classica, quella degli anni sessanta. E così il capitano James Tiberius Kirk (Chris Pine), il primo ufficiale, il vulcaniano Spock impersonato da Zachary Quinto (ma nel film compare anche lo Spock originale con Leonard Nimoy) nonché il tenente Uhura, il medico di bordo Leonard (Bons) MacCoy e Montgomery Scott il geniale ingegnere tornano a rivivere in quello che può essere considerato un episodio pilota di una nuova, reinventata serie, dove al centro c'è sempre la leggendaria nave stellare Uss Enterprise, con quel numero di registro di flotta, Ncc 1701, che fa sempre battere il cuore dei trekkies di tutto il mondo. Ma è tutta un'altra storia, un'altra Federazione, un'altra Flotta stellare, in una diversa linea temporale.

Ed ecco che per far rinascere Star Trek dopo il flop di "La nemesi" del 2002 e del semi insuccesso della serie tv Enterprise (solo 4 stagioni anziché 7 come era pianificato) l'unica chance per Paramount era reinventare il mito. Riprogettarlo dalle origini, non a caso il pay-off del cartellone è «il futuro ha inizio». E questa volta lo fa senza più mirare al cervello ma solo alla pancia, al divertimento e all'azione: la riflessione resta fuori dalla scena. Con questo Star Trek, spariscono concetti profondi come Idic (infinite diversità, infinite combinazioni) che stava alla base dell'ideologia pacifista e di rispetto per tutte le razze e specie insita nel Dna della saga. Non vi è traccia se non per sommi capi dell'anima di Star Trek e di quel sogno di potere arriva coraggiosamente dove nessuno e mai giunto prima grazie a una tecnologia che libera dal bisogno e dal conflitto. E così Star Trek diventa solo divertente, veloce e rapido. Per far leva sulla generazione "YouTube", dei più giovani che consumano entertainment in pillole, liofilizzato e senza troppo sapore.

LA SCHEDA
Regista: J. Jacob Abrams
Cast: Bruce Greenwood, Chris Pine, Eric Bana, Simon Pegg, John Cho, Karl Urban, Winona Ryder, Zachary Quinto, Zoe Saldana
Produzione: Paramount Pictures

8 maggio 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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