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Niki de Saint Phalle: quando l'intimo si fa ludico

di Lia De Venere

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6 novembre 2009
Tree of Liberty (Albero della libertà). 2000-2001 - Poliestere dipinto, foglia d'oro

Nata in Francia da un'aristocratica famiglia di banchieri, Niki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine, 1930-La Jolla, 2002), trascorre i primi anni della sua vita a New York, dove già a diciotto anni lavora come modella per "Vogue" e "Harpers Bazaar". Solo alla metà degli anni '50 – dopo il matrimonio con Harry Mathews e diversi viaggi in Europa – decide che l'arte sarà il suo futuro. I suoi primi lavori sono assemblaggi di materiali di recupero e dipinti chiaramente ispirati al surrealismo di Ernst e Brauner, accomunati da riferimenti ad una condizione di sofferenza personale, che dà origine anche all'esperienza dei "Tiri", realizzati sparando con una carabina contro rilievi di gesso su cui sono posti sacchetti di vernice che esplodono spargendo disordinatamente il colore.

E' nella seconda metà degli anni '60 che i suoi tormenti interiori sembrano placarsi. Dopo la fine del matrimonio, si consolida il sodalizio professionale e sentimentale con lo scultore Jean Tinguely (sposato nel 1971), che segnerà tutta la sua vicenda artistica e umana. Fanno allora le prime apparizioni le "Nanas", grandi coloratissime sculture raffiguranti donne dalle forme opulente, al tempo stesso lievi e non prive di grazia, simbolo di una femminilità gioiosa e desiderosa di esprimersi in piena libertà.

Con Tinguely realizza in parchi o in altri luoghi aperti grandi sculture abitabili , tra cui "Hon" ("She"), una enorme Nana incinta, lunga ventotto metri e alta sei, realizzata nel 1966 in collaborazione con il Moderna Museet di Stoccolma, che giace distesa sul dorso con le gambe piegate; i visitatori entrano nella scultura attraverso il sesso e al suo interno trovano svaghi di ogni tipo. L'opera, che si ispira al dipinto di Courbet intitolato "L'origine del mondo" e suscita grande scandalo, nasce dalla volontà di fondere arte e vita e di portare a contatto con l'arte contemporanea coloro che non frequentano i musei.

Lavorare su grande scala diventa per lei una sfida continua, che raggiunge l'apice nel Giardino dei Tarocchi, realizzato in Toscana a Garavicchio, nel comune di Capalbio, in una tenuta di proprietà della famiglia Caracciolo. Qui dal 1979 con la collaborazione di Tinguely e per mano di abili maestranze locali, nasce nel corso di quasi vent'anni un percorso straordinario, in cui sono rappresentate le ventidue carte dei Tarocchi, gli Arcani Maggiori, con sculture gigantesche (alte dai 12 ai 15 m) e praticabili, ricoperte di mosaici, specchi, vetri e ceramiche, da cui traspare l'ammirazione che l'artista nutre per il capolavoro di Antoni Gaudí, il Parco Güell di Barcellona, e in cui la sua fervida fantasia, la sua propensione ludica, la sua attitudine visionaria, le sue paure ancestrali trovano compiuta e fascinosa espressione.

Grandi retrospettive consacrano negli anni seguenti il talento del'artista, che dopo la morte di Tinguely si trasferisce in California, dove progetta altre opere di grandi dimensioni e annota i momenti più significativi del suo vissuto quotidiano nei disegni e nelle serigrafie del "Diario californiano", una sorta di bilancio della sua esistenza.

La retrospettiva romana (la prima in Italia), curata da Stefano Cecchetto, ripercorre per intero la sua straordinaria vicenda professionale attraverso cento opere opportunamente disposte non in ordine cronologico ma in quattro sezioni tematiche, restituendoci un ritratto di toccante umanità dell'artista, a dimostrazione che l'arte è stata tutta la sua vita e insieme il rimedio più efficace alle sue sofferenze.

"Niki de Saint Phalle", Fondazione Roma Museo, via del Corso 320. Tel. 06 6786209
4 novembre 2009-17 gennaio 2010
www.fondazioneroma.it
Catalogo Skira
informazioni e prenotazioni
ad artem T+ 39 0662288877 F + 39 0662288878 - info@adartem.it - www.nikidesaintphalle.it
La mostra è co-prodotta ed organizzata da Fondazione Roma Museo e Arthemisia Group con la collaborazione della Niki Charitable Art Foundation (California), principale prestatore delle opere, e con il supporto organizzativo di Comediarting.
I bambini fino a 14 anni potranno visitare la rassegna con ingresso gratuito grazie all'impegno della Fondazione Roma e di Arthemisia Group.

6 novembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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